Sergio Muniz non fa più televisione. Ha scelto il teatro, il cinema quando arriva la proposta giusta. Non vive più a Roma e nemmeno a Milano. Ha scelto il mare. Quello di Framura, in Liguria. Gli ricorda l’Oceano di Bilbao. Nella casa sui monti, che ha scelto con la sua compagna Morena Firpo, c’è anche Yari. Loro figlio. Un figlio costretto a convivere fin dalla nascita con una malattia rara, l’epidermolisi bollosa.
«Gli manca una proteina essenziale per la pelle – ha raccontato in un’intervista a Il Secolo XIX – ma per fortuna ha una mutazione più lieve. Riesce ad avere una vita non normale, ma meno difficile rispetto ad altri “bambini farfalla”». Un’espressione usata per sottolineare la fragilità della loro pelle, paragonabile alle ali di una farfalla. In Sud America sono definiti come bambini pelle di cristallo. Ma «andiamo avanti cercando di vivere la vita più normale possibile. La sua situazione mi ha fatto capire anche quanto siano preziose la sanità pubblica e la ricerca».