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“Dentro il negozio si arriva a 50 gradi e non entra nessuno”: la grande crisi del fish and chips, tra prezzi alle stelle e giovani che non lo mangiano più

Un lungo reportage del Guardian racconta la crisi di uno dei simboli della cultura britannica: costi raddoppiati, migliaia di ristoranti specializzati (chippies) scomparsi e una clientela sempre più anziana. Tra chi chiude, chi cambia menu e chi prova a salvare la tradizione puntando sulla qualità

di Redazione FqMagazine
Sono cambiati i gusti e si è allargata l'offerta del takeaway - 4/4

Sono cambiati i gusti e si è allargata l'offerta del takeaway - 4/4

Ma non è solo una questione economica. Sono cambiati anche i gusti: pizza, hamburger, pollo fritto e cucine internazionali hanno allargato l’offerta del takeaway e il fish and chips sembra fare più fatica soprattutto tra i giovani. “Hai un pubblico che sta invecchiando”, racconta Kieran Sudlow. “Quelli tra i 18 e i 35 anni, la prossima generazione di clienti, non entrano”.

Così c’è chi prova a cambiare menu e chi cambia completamente strada. Tre mesi dopo la chiusura del Plaice Station, Kieran ha trasformato il locale in Between Bread, una paninoteca di fascia alta che oggi, racconta, fattura “molto di più” rispetto al vecchio chippy. Altri invece scommettono sulla tradizione. The Scrap Box, fuori York, punta su pesce di qualità, ingredienti selezionati e preparazioni semplici e quest’anno ha vinto il premio come miglior takeaway ai National Fish & Chip Awards. “Credo che i negozi migliori riusciranno a sopravvivere”, dice il fondatore Aman Dhesi. “E il fish and chips non morirà mai”.

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