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Un frammento dell’Odissea del 300 d.C. torna alla luce: la scoperta a Utrecht coincide con l’ultimo film di Nolan

Il lembo di pergamena svelato dal papirologo Mark de Kreij contiene la parte in cui il dio del sole scopre il sacrilegio della flotta di Ulisse e li punisce. In tutto il mondo si conoscono solo una trentina di esemplari dello stesso periodo

di Redazione Esteri

Un raro frammento dell’Odissea è tornato alla luce dopo 1.700 anni. La scoperta del reperto del 300 d.C. è stata fatta nella biblioteca dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, dal papirologo olandese Mark de Kreij mentre studiava una collezione di antichi manoscritti. I versi in questione, trascritti su questo lembo di pergamena, sono del Libro XII del poema omerico, e raccontano l’episodio in cui il dio del sole Helios scopre che la flotta di Ulisse ha mangiato i suoi buoi sacri, compiendo un sacrilegio.

“È davvero notevole che un simile frammento si trovasse semplicemente da qualche parte a Utrecht, senza che nessuno ne fosse a conoscenza”, ha spiegato De Kreij all’emittente regionale Rtv Utrecht. Il riconoscimento è avvenuto per la presenza di alcune parole caratteristiche dei poemi omerici e le analisi successive lo hanno confermato. Il frammento presenta macchie di umidità e segni di scolorimento ed è grande 6,6 per 7,7 centimetri, all’incirca le dimensioni di una carta da gioco.

Il reperto fa parte di una collezione di manoscritti paleocristiani acquistati a metà del XX secolo dagli eredi dello studioso tedesco Carl Schmidt e il frammento ritrovato apparteneva a un’edizione completa e di piccolo formato dell’Odissea. Si ipotizza che il lettore di Omero fosse un residente dell’oasi del Fayyum, in Egitto, e il frammento era scritto in greco antico, nonostante la maggior parte dei documenti della collezione fosse redatta in copto. In tutto il mondo si conoscono solo una trentina di esemplari risalenti a quel periodo ed era stato ignorato per una decina di anni perché considerato un insignificante reperto del VII secolo.

Le opere di Omero sono le più antiche sopravvissute al tempo, grazie alla tradizione scritta e orale, e nel 2026 l’Odissea è tornata di moda grazie alla trasposizione cinematografica di Christopher Nolan. Il frammento trovato rievoca un passaggio cruciale nel poema – e di conseguenza nella pellicola. Ulisse aveva chiesto ai compagni, affamati dopo giorni di navigazione, di non mangiare il bestiame presente sull’isola. I versi presenti nel manoscritto Utrecht Gr. Ms. B6.39a descrivono il momento in cui Elio scopre che i compagni di Ulisse hanno disatteso al divieto. Il libro XII si trova esattamente a metà e per questo costituisce il momento di svolta: Ulisse rimane solo, perché i compagni muoiono nella tempesta che Elio scatena su di loro come punizione, e da qui inizia il suo ritorno verso Itaca.

Il più antico frammento dell’Odissea giunto fino a noi risale al 285-250 a.C. ed è conservato al Metropolitan Museum of Art di New York. Il papirologo ha infatti affermato che il reperto è per lui “in realtà piuttosto recente”. De Kreij lo aveva rinvenuto circa due anni fa, ma l’Università ne ha annunciato la scoperta solo ora, in concomitanza con l’interesse internazionale per l’opera di Omero riadattata da Nolan.

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