Libri e Arte

“La scuola non è una gara alla perfezione”: i 5 libri da mettere nello zaino per insegnare ai bambini a fare pace con gli errori

Ti consiglio 5 libri da regalare per dare inizio a questo nuovo percorso tra i banchi di scuola

di In viaggio con Matilde
“La scuola non è una gara alla perfezione”: i 5 libri da mettere nello zaino per insegnare ai bambini a fare pace con gli errori

Settembre segna da sempre il ritorno sui banchi di scuola. Con il suono della prima campanella prende il via un nuovo anno scolastico fatto di aspettative, scoperte e nuovi inizi. Per molti bambini, il primo giorno di scuola rappresenta l’inizio di un percorso destinato a lasciare un segno nella loro crescita. È il momento in cui si varca la soglia dell’aula per conoscere gli insegnanti, incontrare i nuovi compagni e scoprire le prime discipline, dall’italiano alla matematica, dalla storia alla geografia. Un’esperienza che va ben oltre l’apprendimento delle materie scolastiche e che segna il primo passo verso la costruzione della propria identità.

L’inizio della scuola è accompagnato da una moltitudine di emozioni: entusiasmo, curiosità, tensione, ma anche qualche inevitabile incertezza. Sentimenti che accompagnano ogni bambino in una tappa fondamentale del suo percorso di crescita, all’interno di uno spazio protetto e accogliente, capace di aprirsi al mondo e alle sue infinite possibilità.

La scuola, infatti, non è soltanto il luogo della formazione, ma anche uno spazio di relazione e di crescita personale. È qui che i bambini imparano a sentirsi parte di una comunità, sperimentando i valori del rispetto, della collaborazione e dell’inclusione, fondamentali per il loro sviluppo umano oltre che scolastico. Tra libri di testo, quaderni, astucci e zaini, organizzare il corredo scolastico diventa uno dei primi passi per affrontare con serenità il nuovo anno per chi già conosce questo mondo e per chi vi entra per la prima volta.

“Le piccole grandi cose della scuola”

“Le piccole grandi cose della scuola” di Francesco Villani con illustrazioni di Francesca Dafne Vignana edito da Lapis (fascia d’età dai 5 anni), è una piccola enciclopedia per i primi viaggiatori e per quelli già collaudati, un libro che dalla A alla Z per ogni lettera e consonante racconta e illustra tutte le cose che caratterizzano questo magico mondo scolastico: “piccole cose che parlano di scoperte”.

Francesco Villani è prima di tutto un maestro, una figura che ogni giorno vive la scuola accanto ai bambini. Da questa esperienza diretta nasce anche il suo percorso come affermato autore per l’infanzia, con libri che raccontano il mondo della scuola e ne valorizzano il ruolo educativo e umano.

Francesco dal tuo punto di vista di maestro e scrittore, cosa rende davvero speciale l’inizio di un nuovo anno scolastico e se potessi dare un consiglio ai bambini che iniziano un nuovo anno scolastico, quale sarebbe?

L’inizio di un nuovo anno scolastico è un po’ come l’inizio di un nuovo viaggio. Ciascuno si presenta alle porte della scuola con un bagaglio unico, fatto di timori, speranze, storie pronto a scoprire qualcosa del mondo e qualcosa di sé. Il consiglio che mi sento di dare ai bambini e alle bambine che stanno per iniziare un nuovo anno scolastico è quello di tenere gli occhi sempre bene aperti: ogni passo del cammino nasconde piccole-grandi sorprese. Non solo: fidatevi dei vostri compagni e delle vostre compagne di viaggio, perché crescere insieme è un’avventura straordinaria!

Secondo te, qual è il ruolo della scuola nella crescita di un bambino? Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere ai bambini e agli insegnanti con i tuoi libri?

Mi piacerebbe che i bambini, le bambine, i maestri e le maestre sentissero che la scuola è un’esperienza che si costruisce e che si vive insieme, un luogo aperto alla vita in cui c’è spazio per tutti e per tutte. Vorrei che ricordassero che la cura della relazione è il cuore di ogni esperienza educativa significativa e di qualità. “Le piccolo grandi cose della scuola” è un libro da regalare e per confrontarsi con la propria lista di cose da avere per dare inizio a questo viaggio, come: la A di Astuccio indispensabile per contenere tutti gli attrezzi necessari “uno scrigno di possibilità di cui aver cura e da condividere”; N di Numeri “per scoprire tutti i giorni diversi punti di vista”.

Un viaggio che si fa imparando ad affidarsi, godendo la conquista della scoperta, senza paura, concedendosi il tempo per crescere, sbagliare e riprovare, grazie alla G di Gomma. La scuola insegna che imparare significa anche sperimentare, mettersi in gioco e accettare che lo sbaglio faccia parte del percorso di crescita.

“Sbagliando si impara”, “Sbagliando si crea” , “Sbagliando s’inventa”

E se sbaglio?”. È una delle domande che accompagna molti bambini, soprattutto nei primi giorni di scuola. Un timore naturale, che racchiude la paura di non essere all’altezza, di deludere gli altri o di sentirsi diversi dai propri compagni. Ma come si risponde a questa incertezza? Con una frase tanto semplice quanto vera: “Sbagliando si impara”, “Sbagliando si crea” e “Sbagliando s’inventa” una trilogia di sbagli di Loricangi, editi dalla casa editrice Artebambini (fascia d’età dai 3 anni).

I tre albi trasformano l’errore in un’occasione di scoperta, invitando i più piccoli a sperimentare senza paura. Lasciare che un bambino sbagli significa, infatti, permettergli di imparare con le proprie esperienze, accogliendo l’imprevisto e affrontandolo con serenità, curiosità e fiducia nelle proprie capacità.

Tre opportunità di letture, di gioco e di divertimento che coinvolgono i piccoli lettori ad utilizzare la creatività, la logica e la fantasia per risolvere gli errori, grazie ad operazioni matematiche ironiche e divertenti e con carta, colori e matite dare sfogo all’immaginazione. In fondo, è proprio vero che: “sbagliando si impara la matematica della vita”, perché “non sono le persone a fare gli sbagli, ma sono gli sbagli a fare le persone”.

È una delle lezioni più importanti che la scuola possa offrire. Sbagliare non significa fallire, ma fare un passo avanti nel processo di apprendimento. Per questo il compito degli insegnanti, così come dei genitori, non è rimproverare il bambino difronte ad un errore, ma incoraggiarlo ad una riflessione e accompagnandolo verso un miglioramento e una risoluzione. Sostenere i bambini nei loro tentativi, senza sostituirsi a loro, significa rafforzarne l’autostima e ridurre la paura di non farcela o di doversi confrontare continuamente con i compagni di classe. Ogni bambino, infatti, ha tempi, modalità e ritmi di apprendimento diversi. Con pazienza, impegno e costanza, ciascuno può raggiungere i propri obiettivi.

E come dice Scaranocchio, il piccolo ranocchio: Lasciatemi sbagliare! Scaranocchio di Cristiano Ghibaudo con illustrazioni di Giulia Otta edito da Effatà editrice, collana Cose buone per crescere (fascia d’età dai 3 anni) è un viaggio pieno di scarabocchi che vanno bene così. Il ranocchio Scaranocchio è un personaggio che vuole diventare grande, ma purtroppo viene sempre protetto dal gruppo di rane grandi. Tra scarabocchi, tentativi ed errori, il libro invita bambini e adulti a guardare oltre la paura di sbagliare, ricordando che crescere significa anche esplorare, provare, cadere e ricominciare. Perché ogni errore, se accolto con fiducia, può trasformarsi in un prezioso strumento di apprendimento. Cristiano Ghibaudo è formatore esperto di soft skills ed Executive coach PCC ICF International Coach Federation.

Cristiano, l’errore è spesso percepito come qualcosa da evitare o da nascondere. Eppure fa parte della vita quotidiana e del percorso di crescita di ogni bambino. Quale consiglio dai ai genitori per aiutare i propri figli a riconoscere l’errore come un’opportunità di apprendimento, anziché viverlo come un fallimento o una fonte di frustrazione?

La tentazione di cancellare uno scarabocchio su un quaderno, rialzare subito un bambino quando cade, allacciargli le scarpe o rimettere a posto la catena della bicicletta per fare prima è qualcosa che tutti noi genitori abbiamo provato. Eppure, tutte queste situazioni hanno a che fare con un tema fondamentale: l’errore. Troppo spesso lo consideriamo qualcosa da evitare, quando invece è una parte essenziale della crescita. La parola errare, infatti, non significa solo sbagliare, ma anche esplorare. Ed è proprio questa capacità che dobbiamo aiutare i nostri figli a sviluppare, perché li renderà più forti e pronti ad affrontare le sfide della vita, quando dovranno farlo da soli.

Proteggerli dai pericoli è giusto. Proteggerli dalle sfide, invece, rischia di indebolirli. Quando ci sostituiamo a loro in attività che potrebbero imparare a fare da soli, li aiutiamo nell’immediato, ma nel tempo rischiamo di togliere loro autonomia e fiducia nelle proprie capacità. Il nostro compito è esserci, ma stando sempre un passo indietro. Aspettare che si rialzino, che correggano i propri errori e che sperimentino da soli. È così che, un passo alla volta, cresceranno come persone più sicure, autonome e capaci di affrontare la vita con fiducia.

Nel tuo libro la rana saggia sceglie di fare un passo indietro, lasciando a Scaranocchio lo spazio per esplorare il mondo, sbagliare e imparare dalle proprie esperienze. Quanto è importante, anche a scuola, che gli adulti sappiano trovare il giusto equilibrio tra guida e autonomia? In che modo gli insegnanti possono accompagnare gli alunni che sbagliano, trasformando l’errore in un’occasione di crescita?

Imparando prima di tutto a osservare e domandare, invece di giudicare e correggere nell’immediato. Valorizzando di più i momenti di silenzio, scegliendo con cura le parole e ascoltando il punto di vista dei bambini su ciò che è accaduto. Da lì possono nascere meravigliose occasioni di dialogo e crescita. Dire a un bambino: “Sei un disastro! Come sei disordinato!” è molto diverso dal chiedergli: “Che cosa è successo?” oppure “Come puoi migliorare questo lavoro?”. Il verbo essere fa una grande differenza, perché trasforma un errore in un’etichetta sulla persona. E induce a difendersi anziché migliorare.

Per imparare davvero bisogna per forza passare dall’errore. Pensiamo alle tabelline: prima si comprendono i numeri, poi si sperimentano strategie, si sbaglia, si corregge e, poco alla volta, si costruisce una comprensione autentica. L’apprendimento non nasce solo dalla memoria, ma dalla possibilità di provare, riflettere e ripartire. Per questo è importante che anche la scuola lasci più spazio all’errore come parte del percorso, senza viverlo come un fallimento. Scaranocchio ci ricorda proprio questo: gli errori hanno un grande valore, perché ci aiutano a conoscere meglio noi stessi, a scoprire cose nuove e, soprattutto, a crescere.

Oggi abbiamo tutti una tensione folle verso il risultato. Ma c’è una grande differenza tra perfezione ed eccellenza. La perfezione non esiste. L’eccellenza, invece, significa fare ogni giorno il meglio possibile con ciò che sappiamo e con gli strumenti che abbiamo. Errori compresi. Forse dovremmo imparare a dire più spesso: “Non è uno sbaglio, è uno Scaranocchio!”. E ricordarci, ogni tanto, che … : “Va bene così!”. Non resta che augurare a tutti i bambini un buon anno scolastico: che sia un viaggio ricco di scoperte, amicizie, curiosità ed esperienze da custodire nella propria valigia del sapere. E che, insieme ai successi, trovi posto anche qualche errore.

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