Un aperitivo per due da 72 euro nel cuore di Venezia. È quanto ha pagato una turista di Lucca che, durante una vacanza nella città lagunare, si è fermata insieme a un’altra persona in un locale di Piazza San Marco.
Lo scontrino, datato 9 settembre, racconta nel dettaglio il conto: 15 euro per un toast classico, 16 euro per un croissant con pomodoro e mozzarella, 34 euro per due Spritz Aperol e altri 7 euro indicati come “supplemento musica”. È proprio quest’ultima voce ad aver attirato l’attenzione della cliente. Il costo, è bene premetterlo, non era nascosto, anzi: il supplemento per l’accompagnamento musicale era segnalato chiaramente in un dépliant presente sul tavolino, che informava i clienti della maggiorazione prevista durante l’esibizione dal vivo di tre musicisti.
La turista, dunque, sapeva che sedersi a bere qualcosa in uno dei luoghi più celebri e turistici d’Italia avrebbe avuto un prezzo importante. Ma vedere il totale nero su bianco ha comunque provocato una certa sorpresa. “Sapevamo che il prezzo sarebbe stato salato, ma quando ho letto quella voce sullo scontrino confesso che mi è scappato da ridere”, ha raccontato al Corriere della Sera.
A incuriosirla sarebbe stata anche la reazione degli altri clienti seduti poco distante. “Attorno a noi c’erano dei turisti giapponesi che mi sembravano un po’ più perplessi”, ha aggiunto con ironia. Il caso riporta così al centro un tema ricorrente soprattutto nelle grandi città d’arte: quanto può costare sedersi nei luoghi più belli e turistici e quanto, di fronte a listini comunque esposti, il prezzo possa risultare ugualmente sorprendente al momento del conto.
In questo caso, però, almeno sul supplemento musicale non sembra esserci stato alcun effetto sorpresa: la maggiorazione era stata comunicata prima dell’ordinazione. Il punto, semmai, resta un altro: quanto si è disposti a pagare per uno Spritz, un toast e qualche minuto di musica con vista su Piazza San Marco?