Beatrice Arnera non gradisce l’attenzione dei giornali di gossip. Dopo la rottura con il collega Andre Pisani, ha iniziato una relazione con Raoul Bova, l’attore a sua volta reduce dalla fine dell’amore con Rocìo Munoz Morales. La loro storia ha occupato la scena mediatica anche per il tradimento del protagonista di “Don Matteo“, svelato da Fabrizio Corona, con l’influencer Martina Ceretti. Tutti ingredienti che hanno portato Bova sulle copertine dei giornali di cronaca rosa per mesi, anche il settimanale “Oggi” ha dedicato diversi articoli all’attore, all’ex compagna e al nuovo amore.
Articoli non apprezzati da Arnera che ha utilizzato il suo profilo Instagram, dove conta quasi un milione di follower, per rilanciare un lungo sfogo contro Andrea Biavardi, direttore del periodo edito da Urbano Cariro. L’attrice ha scritto un “sonetto dell’insonnia Biavardina” e pubblicato alcune immagini del giornalista: “Biavardi, spilambertese austero, rotariano d’indomito mestiere, da notti non riposo e il mio pensiero ritorna a un dubbio e non mi dà piacere. Perché di Rocìo scrivi notte e dì? Più bella, lieta, splendida, smagliante: Andrea, confessalo: che accade lì? La sogni, irraggiungibile e distante? Ti piace tanto, tanto la spagnola ma sai che il sogno è fuori tua portata. Non cede a un roditor che si consola narrandola ogni volta più beata”.
Uno sfogo che si sofferma sul privato di Biavardi: “E di tua moglie? Il nome non si trova: riservatezza, scelta familiare. Che cosa buffa, Andrea: quasi commuova chi d’altrui case ama tanto parlare. Poi l’epifania squarcia il mio tormento: Caltagirona, penso per un momento. Ma no. Più dolce è ciò che il cor mi prova: non vuoi Rocìo, tu vuoi proprio Bova. Lo cerchi, lo racconti, lo rincorri, fra titoli, confronti e vecchi amori. Di giorno scrivi Raoul, di notte corri a ritrovarlo in sogni e batticuori”.
“Distrutto, Andrea, langue il tuo furore – continua Beatrice Arnera sui social -, fai tutto purché Bova infine guardi, che scorga almeno un poco il tuo dolore. Che dica ‘chi è costui? Ah sì, Biavardi’. Ma nulla basta, solo nella notte nel talamo segreto e desolato, consumi fantasie proibite e rotte, sognando d’esser visto e poi desiderato”, continua l’attrice sostenendo che l’ossessione del direttore sia in realtà nei confronti di Bova.
“Lo vuoi, lo brami, invochi la sua mano, ma Bova resta ahimè vetta lontana; e più lo senti splendido e lontano, più scrivi come offesa castellana. Donzella risentita e abbandonata, che al suo signor non può donare il cuore, trasformi la passione disperata in titoli grondanti di livore. Ma grazie al ciel, stamane il fatto volle ch’io mi recassi al tempio del capello: tra phon, stagnole, spazzole e ampolle apparve Oggi, il tuo sommo libello. Poiché soltanto là, per vie divine sopravvive il tuo foglio alla memoria: sui banchi delle shampiste, alle vetrine, ultimo baluardo della sua gloria“, insiste Arnera.
Con una nuova stoccata al giornale e di conseguenza ai suoi lettori: “Talvolta, narra il popolo, quel giornale al mercato conosce sorte avversa: vi avvolgon pure il pesce, bene o male, quando la carta buona è ormai dispersa. Ma benedico il caso ed il parrucchiere: leggendo, Andrea, ho visto finalmente non già l’invidia di un cronista altero, ma un uomo innamorato e sofferente”.
Infine la conclusione di Beatrice Arnera contro la rivista e il suo direttore: “Perciò deponi penna, bille e guerra, non tormentarti più, dolente papessa: vieni da noi, chè pace avrai su questa terra, e forse il cor, vedendolo, s’accontenta. A cena sei invitato, indomita giumenta: Raoul sarà cortese, io sarò buona, e porta pur tua moglie, se si presenta. Ma, Biavardi, sia in forma assai smagliante la signora”. Biavardi al momento non ha fornito repliche.