"È scattato qualcosa in me. Ero seduto in un caffè, disperato..." - 3/3
Fino a quando non ha avuto la forza di interrompere questo legame tossico: “Sono stati sei anni di inferno. Ero sotto terra, davvero. C’è stata un’ennesima lite. Come sempre non mi rispondeva più e io allora sono salito su un aereo e sono andato a Parigi. Suonai il campanello e niente, faceva finta di non essere in casa. Ma io sapevo che lui c’era, i cani abbaiavano. Sono tornato altre due volte a bussare alla sua porta in quel fine settimana. È scattato qualcosa in me. Ero seduto in un caffè, disperato, e mi sono detto: ‘Adesso basta. Ti proteggi. Non vai da nessuna parte’. È stata l’ultima possibilità”. Da quel momento Miccio non lo ha più visto, qualche messaggio e qualche tentativo dall’altra parte: “Ma non sono tornato da lui. Non è facile, quando si incontra la persona sbagliata e che non ti molla. Perché alla fine lui mi cercava sempre. Mi riprendeva, ci vedevamo, mi scriveva. C’era un accanimento. Dopo quell’ultima volta a Parigi non l’ho più cercato. Ha fatto lui qualche tentativo ma a quel punto mi ero un po’ fortificato e non ho mai ceduto”, conclude.