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“Non potevo stargli lontano anche quando mi maltrattava. Sono stati sei anni d’inferno. Bisogna avere la forza di dire stop, perché l’amore non basta”: Enzo Miccio parla dell’amore tossico con un noto chirurgo plastico

Il wedding planner racconta al Corriere della Sera i sei anni vissuti accanto a un noto chirurgo plastico francese, morto nel 2025: “Prendevo un aereo come fosse la metropolitana, non potevo stargli lontano anche quando mi maltrattava. Ero sotto terra”. Poi la terapia e la decisione di dire basta: “L’amore non basta”

di Giuseppe Candela

"Ogni messaggio, ogni telefonata erano diventati insostenibili" - 2/3

Miccio spiega di non aver vissuto una violenza fisica ma quella psicologica sì: “Ricordo come fosse adesso una cosa che mi disse la mia terapeuta alla prima seduta: ‘Tu adesso sei nelle sabbie mobili. Sai che cosa significa? Che non hai la possibilità di uscirne. Cerchi di salire ma c’è sempre qualcosa che ti tira sotto’. Ed è esattamente quello che stavo vivendo e che ho voluto raccontare nel libro. La gente si deve rendere conto che, a un certo punto, bisogna avere la forza e il coraggio di dire stop. E se non ce la si fa da soli, farsi aiutare da uno specialista. Perché l’amore non basta. Non basta”, le parole del volto di “Domenica In” al giornale diretto da Luciano Fontana.

Lo aveva conosciuto a Parigi a una cena quando era fidanzato da undici anni con Massimiliano, un rapporto che non aveva intenzione di concludere: “Probabilmente l’avrà presa come una sfida. Invece, di lì a poco tempo la mia vita si è rivoluzionata, ed è stato un inferno finché non ho terminato il rapporto con il mio ex. Mi faceva pressioni tutti i giorni. Ogni messaggio, ogni telefonata erano diventati insostenibili. Voleva che lo lasciassi immediatamente… ma come puoi abbandonare una persona così su due piedi? Non riuscivo a sottrarmi a questa sua modalità”.

Nonostante i suoi impegni da wedding planner e volto televisivo trascorreva molto tempo a Parigi: “Prendevo un aereo come fosse la metropolitana. Uscivo dal lavoro andavo a Linate e compravo un biglietto per Parigi. Non potevo stargli lontano, anche quando mi maltrattava, anche quando mi chiudeva fuori di casa. Magari c’erano momenti in cui stavamo bene e poi bastava uno sguardo, una parola, una cosa detta male o che secondo lui non andava detta, che non mi parlava più. Non mi rivolgeva più la parola. Era capace di non calcolarmi per ore, per giorni, per un weekend intero. Per motivi incomprensibili. Mi faceva diventare pazzo. Un’altra cosa che mi mandava fuori di testa era quando non mi rispondeva al telefono. Potevo farlo squillare quante volte volevo. Niente”, aggiunge Miccio.

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