Il padre Nello: il conflitto, la fuga e la riconciliazione - 2/4
Il racconto esplora in profondità le dinamiche familiari, a partire dal rapporto conflittuale con il padre Nello. “Era un uomo durissimo. Veniva da una famiglia di 16 fratelli. Per lui esisteva solo il lavoro. Il senso del dovere esasperato l’ho preso da lui”, ricorda Barbieri. “Avrebbe voluto che diventassi ingegnere, ma io ero un creativo. Per mio padre però ero un incapace. Il confronto con lui è stato doloroso. Ho avuto un’infanzia molto difficile. L’ho ritrovato solo mentre stava morendo. Riuscire a dirgli ‘papà ti voglio bene’ è stata una liberazione”.
Un conflitto che lo ha spinto ad allontanarsi: “Nel libro racconto cosa ha significato dover fuggire da casa mia… L’ho fatto grazie al lavoro, che mi ha aiutato a scappare da una famiglia che voleva diventassi altro“. Una fuga che lo ha salvato dalle insidie dell’hinterland bolognese degli anni Ottanta: “Mi ha aiutato a scappare da un mondo che stava diventando complesso. Molti miei amici erano morti. Ecco, io sono riuscito ad andare via, ma per anni non ho avuto un soldo in tasca”.
La riconciliazione finale con il genitore ha sanato una ferita aperta: “Penso che se ne sia andato felice perché ha capito che lui aveva sbagliato a porsi in quel modo. Non riusciva a comprendere che le mie fughe erano per trovare la mia strada. Alla fine ho fatto un passo indietro io. Avevo già il mio successo in tv. Credo sia morto orgoglioso. Non me l’ha mai detto, però l’ha pensato. Un figlio capisce cosa pensa un padre”.