I gesti meccanici e la pressione esterna - 3/3
La ripresa della quotidianità ha comportato lo scontro con i gesti automatici consolidati negli anni. La madre ha raccontato di essersi ritrovata ad apparecchiare meccanicamente la tavola per quattro persone, per poi bloccarsi e chiedersi: “Ma che cosa ho fatto?”. Anche i rumori provenienti dall’esterno agiscono come inneschi costanti per la memoria. La sera, avvertendo il rumore dei mezzi pubblici, il pensiero si attiva in modo involontario: “Lo sento frenare e penso a quando si fermava qui”.
A questa complessa elaborazione del lutto si è aggiunta la limitazione degli spazi personali causata dall’attenzione dei media e dalla presenza dei cronisti appostati sotto casa. Un fattore che ha spinto la donna a modificare le proprie abitudini, come la rinuncia a recarsi a messa a piedi, portandola a una constatazione finale: “Ti senti privata della libertà”.