Sostenibilità, upcycling e l'apertura al pubblico - 3/3
La sostenibilità resta il fulcro della visione di Atelier Jolie. Sottolineando l’importanza dell’upcycling e del non alimentare la sovrapproduzione, l’attrice ha chiarito: “C’è stata una grande discussione sulla sostenibilità. Mi è parso ovvio che non volevo spingere le persone semplicemente a consumare”. La proposta del marchio si concentra quindi sull’esperienza formativa: “Trovo molto più interessante incoraggiare le persone a imparare una nuova abilità, comprare opere d’arte, incontrare creatori internazionali o riciclare i propri vestiti. Puoi portare i tuoi vestiti nell’Atelier e rifarli, prendere lezioni di cucito, cose del genere. Io stessa ho imparato come approcciarmi meglio all’arte e ai vestiti: ho fatto serigrafia e un po’ di infeltrimento”.
Infine, Jolie ha voluto smentire l’idea di un club esclusivo e inaccessibile. “Un malinteso sull’Atelier è che sia uno spazio privato”, ha precisato. “Ci sono cose all’interno che sono private, ma la stragrande maggioranza è completamente aperta al pubblico. Tutte le lezioni, le serie di cene, alcuni dei talk, la galleria. Non vedo l’ora di vedere più persone usarlo. E poiché è un collettivo, è davvero ciò che le persone ne fanno”.