L'espansione di Atelier Jolie: dal Brasile a Vienna - 2/3
L’altro grande motore del cambiamento è Atelier Jolie. Lanciato a New York nel 2023 come collettivo di moda, il progetto è nato come spazio destinato a sarti, modellisti e artigiani internazionali. “Non sapevo esattamente cosa fosse quando ho aperto le porte. Il mio pensiero era di aprire uno spazio e regalare aree a diversi pensatori e creativi”, ha spiegato a L’Officiel. “Offrire lo spazio a rotazione a creatori di tutto il mondo era più eccitante che avere un tradizionale negozio quotidiano”.
A tre anni dal debutto, l’obiettivo è la capillarità internazionale, con “alcune” nuove sedi destinate ad aprire molto presto. “La speranza per l’Atelier è sempre stata quella di essere globale; il Brasile potrebbe diventare il primo spazio che apriremo fuori dagli Stati Uniti. L’idea è visitare diverse località nel mondo e incontrare artisti e creatori locali”, ha anticipato l’attrice, rivelando trattative già avviate in Europa e in Asia: “Stiamo parlando con team a Vienna e in Cambogia. Non c’è un Paese in cui non prenderei in considerazione l’idea di lavorare”.
Il modello operativo si basa sull’autonomia delle singole sedi e sull’impatto economico locale: “L’idea è che, ovunque si trovi nel mondo, sia sempre gestito a livello locale e che siano loro a trarne vantaggio, perché siamo un’organizzazione senza scopo di lucro”, ha precisato Jolie, tracciando un parallelo con il suo passato: “Quando lavoravo come diplomatica, vedevo che c‘era molta attenzione alla beneficenza e agli aiuti, ma non ce n’era abbastanza sul sostegno all’impresa e all’indipendenza, quindi ho voluto costruire un modello che facesse crescere le carriere delle persone e la comunità”.