Il licenziamento del 1989 e il rapporto con Tom Hanks - 3/3
L’intervista ha poi spostato il focus sui rapporti con Tom Hanks (nato a Concord, oggi settantenne), che nel 1982 aveva recitato proprio al fianco di Winkler in un episodio di “Happy Days”. Le tensioni deflagrarono nel 1989, quando Winkler fu assunto dall’allora capo degli studi Disney, Jeffrey Katzenberg, per dirigere la commedia “Turner & Hooch” (uscita poi nelle sale a luglio sotto l’etichetta Touchstone Pictures con la regia finale di Roger Spottiswoode).
Winkler ha ammesso di aver ignorato i propri dubbi iniziali sul progetto: “Ecco una lezione: quando il tuo istinto dice: ‘Uh oh! Pericolo! Segnale di allarme!’, non metti in discussione la tua pancia. Puoi mettere in discussione il tuo cervello, ma mai la tua pancia. Sono andato completamente contro la mia pancia, e mi ha colpito in faccia con una trave”. I problemi sul set emersero quasi subito, generati da alcune note recitative fornite ai protagonisti. “Immagino che in quel periodo, essendo insicuro, parlassi troppo”, ha riconosciuto Winkler. “E ho dato indicazioni a Hanks e alla co-protagonista Mare Winningham — quello che pensavo fosse il mio lavoro — e volevo rifarlo. E a quanto pare, questo li ha fatti incazzare”. L’esperienza durò solo 13 giorni, culminando in una convocazione nell’ufficio di Katzenberg. “Vado sul set, prendo le mie cose, guido verso casa. Sono licenziato come regista”, ha ricordato.
Negli anni successivi, Winkler ha fornito versioni contrastanti sulla presunta faida. Nel 1993 dichiarò a People: “Diciamo solo che andavo più d’accordo con Hooch che con Turner”, per poi ribadire il concetto ad Andy Cohen in “Watch What Happens Live” nel 2019: “Andavo d’accordo benissimo, benissimo con quel cane. Adoro quel cane”. Nel 2020 aveva cercato di smentire le tensioni sulle pagine di Vanity Fair (“Quello che dicono tutti e quello che è vero sono due cose diverse“), ma nello stesso anno, durante la consegna del Cecil B. DeMille Award a Hanks ai Golden Globe, le telecamere inquadrarono Winkler con un’espressione totalmente impassibile. Sollecitato da Bensinger a fornire una sintesi definitiva sull’attuale stato dei rapporti, Winkler ha scelto di non chiudere la questione: “Sto ancora lavorando sulla mia prospettiva”.