A settant’anni sentiva di restare fermo a galla, incapace di gestire un malessere che stava facendo prendere alla sua vita una brutta piega. Henry Winkler, oggi ottantenne, ha scelto l’intervista per il programma “In Depth With Graham Bensinger” (pubblicata mercoledì 9 settembre) per ricostruire con estrema lucidità il suo percorso di psicoterapia iniziato appunto a 70 anni, affrontando sia i blocchi emotivi privati sia uno degli scontri professionali più noti e irrisolti di Hollywood: il licenziamento dal set di “Turner & Hooch” nel 1989 a causa delle frizioni con Tom Hanks.
Fino a dieci o dodici anni fa, Winkler era convinto di possedere gli strumenti per gestire ogni conflitto interno: “Ero piuttosto bravo a capire le cose, a farcela, ad appianare tutto nella mia mente o a razionalizzare”, ha spiegato l’attore, chiarendo il punto di rottura: “E semplicemente non riuscivo più a farlo”. Alla constatazione del conduttore, che ha citato precedenti dichiarazioni della moglie Stacey Weitzman sulla sua impossibilità di “entrare” nella sfera emotiva del marito, Winkler ha risposto confermando l’isolamento di quel periodo: “Non lasciavo entrare nessuno”.