L'intreccio delle utenze e le posizioni archiviate - 2/4
La ricostruzione fornita da Il Messaggero delinea una rete di contatti in cui Monzino si sarebbe mosso sfruttando i telefoni di due ragazze a lui vicine, le cui posizioni processuali si avviano verso l’archiviazione in quanto ritenute all’oscuro del disegno estorsivo. Secondo l’accusa, il pr avrebbe “videoregistrato” le conversazioni tra la modella e l’attore il 5 luglio 2025 “per eseguire la tentata estorsione“, per poi rivelarle a Corona il 9 luglio “per la successiva pubblicazione”. Dal 10 luglio, giorno in cui si fa consegnare il numero di Bova dall’amica Ceretti, Monzino avrebbe messo in atto il ricatto. Prima avrebbe agganciato l’agente dell’attore tramite un profilo Instagram falso, poi, l’11 luglio, avrebbe contattato direttamente Bova utilizzando l’utenza spagnola di un’altra amica, Catherine Salcedo Martinez, 23enne brasiliana.
Gli accertamenti della Polizia Postale del Lazio hanno rivelato che i messaggi estorsivi partiti dal numero spagnolo erano scritti in un italiano perfetto, lingua che la ragazza brasiliana comprende ma non padroneggia, avvalorando la tesi che Monzino si sia servito del dispositivo all’insaputa della giovane. Dalla stessa utenza, il pr avrebbe scritto: “Sono di buona famiglia, anzi ottima, mi hanno tagliato i viveri. Però ho anche bisogno economicamente“. In seguito a questi contatti, assistito dall’avvocato David Leggi, l’attore sporse formale denuncia.