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Al Bano: “So quando finirà la guerra tra Russia e Ucraina? Dico solo che il mio manager russo, Agapov, mi ha detto di tenermi pronto per la primavera prossima. Agapov ne sa”

Il cantante racconta di essere stato “preallertato” dal suo manager russo per un concerto a Mosca nella primavera 2027 e torna sulla guerra in Ucraina: “Con una resa di Zelensky? Direi proprio di sì, ma non chiamiamola resa”. Poi replica a Romina Power sul caso Ylenia e parla del rapporto con Loredana Lecciso

di Giuseppe Candela
Al Bano: “So quando finirà la guerra tra Russia e Ucraina? Dico solo che il mio manager russo, Agapov, mi ha detto di tenermi pronto per la primavera prossima. Agapov ne sa”

Quando finirà la guerra tra Russia e Ucraina, Al Bano farà un concerto per la pace nella Piazza Rossa di Mosca. Annuncio che il cantante di Cellino San Marco ha ripetuto più volte negli ultimi anni, questa volta però si spinge oltre: “Do una notizia: mi hanno preallertato il 20 agosto scorso. So quando finirà la guerra? Dico solo che il mio manager russo, Agapov, mi ha detto di tenermi pronto per la primavera prossima. Non so altro, ma Agapov è uno che è addentro, ne sa. Aspetto la chiamata”, spiega al settimanale “Gente“. Rifiuta l’etichetta di “pro-Putin” ma riconosce al presidente russo grandi meriti: “Io sono pro pace e contro la guerra. Poi se mi chiede che cosa penso di Putin posso dirle che la Russia, dopo Gorbaciov e tante belle cose, stava però affondando e lui ha fatto una buona politica economica per risollevarla”.

Sulla guerra in corso con l’Ucraina fornisce il suo parere: “Ha mai visto un incontro di pugilato fra un peso massimo e un peso piuma? Se guardiamo fra i due Paesi chi è peso massimo e chi piuma? Se pensiamo al peso piuma che tenta di azzannare il peso massimo, i conti non tornano”, spiega l’artista pugliese. Il peso massimo ha però attaccato il peso piuma, ricorda il giornalista del settimanale diretto da Umberto Brindani: “Uhmmm…Per quanto so io le cose non sono andate proprio così. In ogni caso voglio restare fuori dalle polemiche. Dico solo che un po’ di buonsenso questa guerra di potrebbe concludere. Con una resa di Zelensky? Direi proprio di sì ma non chiamiamola resa: un accordo saggio e ragionevole per tutti”, aggiunge Carrisi.

L’artista replica anche a Romina Power, l’ex moglie che in questi mesi gli ha riservato numerosi attacchi: “Ovviamente mi domande perché queste esagerazioni. Non stavamo insieme in quel drammatico momento che riguardò nostra figlia Ylenia. Quelle accuse le rigetto perché non devono passare. Ero là sul posto e Romina non mi era accanto. Non c’era quando Mr. Brink, l’ispettore capo della Polizia che seguiva il caso a New Orleans, mi portava ogni sera ovunque a vedere se e dove l’avessero sequestrata. Arrivò gente con dei libri in mano, la polizia li fermò con le pistole. In quei libri c’erano bustine di droga. So solo io quel che ho vissuto. Mr. Brink ha fatto di tutto e di più“.

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