La famiglia, il privilegio e l'indipendenza - 3/3
Nel suo rapporto con il cinema c’è inevitabilmente anche l’influenza della madre, Clotilde Courau, attrice. “Quando ero piccola andavamo spesso al cinema e a teatro. Mia madre mi ha trasmesso fin da giovanissima la passione per il cinema. Con lei parlo soprattutto dell’evoluzione del mestiere. Ci scambiamo i nomi dei nuovi registi e attori che ci piacciono e che vogliamo seguire”.
Nel film Alma proviene da una famiglia privilegiata, un elemento che Vittoria riconosce ma rispetto al quale tiene a segnare una distanza: “Trovo che Alma lo rivendichi un po’ nel modo di vestire e persino nel modo di essere, cosa che io non faccio per niente. Io cerco di essere il più possibile me stessa”.
Poi rivendica l’educazione ricevuta dai genitori e soprattutto il percorso verso l’indipendenza economica: “I miei genitori mi hanno dato un’educazione semplice e mi hanno insegnato il valore del lavoro e del denaro. Mia madre mi ha ripetuto più volte che era importante che facessi i miei errori. Mi ha anche detto: ‘Se vuoi comprarti qualcosa, lo farai con i tuoi soldi’”.
Per questo, racconta, ha sempre lavorato: “Che fosse nella ristorazione o nelle gallerie d’arte. Oggi non chiedo soldi ai miei genitori, perché ho fatto di tutto per diventare indipendente il prima possibile. Del resto, vengono entrambi da contesti molto diversi e mi hanno trasmesso il meglio di entrambi. Premesso questo, cerco di vivere la mia storia nel miglior modo possibile”.