Cinquecento no. Uno dopo l’altro, per due anni, a un ritmo di circa venti candidature al mese. È il bilancio che Caroline Madden, 60 anni, di Hull (nel Regno Unito), si è trovata davanti dopo aver perso il lavoro come assistente personale in una ditta di ingegneria nel settembre 2024, travolta da una ristrutturazione aziendale. Lo riporta il Daily Mail.
Per lei, abituata a non avere mai problemi a trovare un impiego nemmeno nei periodi di crisi economica, è stato uno shock. E il sospetto che si sia insinuato con il passare dei mesi è che dietro tanti rifiuti ci fosse un pregiudizio legato all’età.
Tutto questo è accaduto nonostante in Gran Bretagna l’Equality Act del 2010 vieti espressamente le discriminazioni per età in fase di assunzione, alla pari di quelle per genere, disabilità, orientamento sessuale ed etnia.
Tra gli episodi più surreali raccontati da Caroline c’è un colloquio gestito interamente da un’intelligenza artificiale: “Mi ha intervistato un’immagine femminile realistica che faceva domande, ma le labbra non erano perfettamente sincronizzate con le parole. Ho fallito comunque il test”.