Ventisette anni di velo, poi il coraggio di ricominciare da zero a 51 anni. È la storia di Stella, oggi 63enne, che dopo quasi tre decenni di vita religiosa ha lasciato il convento per rimettersi in ascolto di se stessa, come ha raccontato a Vanity Fair. Oggi accanto a lei c’è Francesco, 68 anni, rimasto vedovo da meno di due anni: un incontro nato molto tempo prima, quando le loro strade si erano già sfiorate senza che nessuno dei due potesse immaginare come sarebbe andata a finire.
Stella non era nata con la vocazione scritta nel destino. A 22 anni, in Brasile, aveva in mente tutt’altro: mettere in piedi un’attività nel settore edile, costruire qualcosa di concreto con le proprie mani. Poi, racconta lei stessa, qualcosa dentro di lei si è rotto, e in quella rottura ha iniziato a farsi strada un bisogno diverso, più spirituale, che l’ha portata a entrare in convento.
Nel 1987 arriva in Italia come giovane novizia, selezionata insieme ad altre due religiose per una missione lontana dalla sua terra. Non era una scelta che desiderava: né lei né i suoi genitori volevano quella partenza, superata solo grazie a un segnale che lei interpretò come decisivo, quando anche suo padre finì per accettare la sua decisione.
I primi anni in Italia sono difficili. La lingua sconosciuta, le abitudini distanti dalle sue, un temperamento vivace ed espansivo che nell’ambiente religioso viene percepito come eccessivo. Le altre suore la giudicano, lei soffre, ma non demorde: prende i voti dopo essersi presa tutto il tempo necessario per sentirsi davvero pronta.