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“Peppino Di Capri ha lasciato uno strano testamento. Gli avvocati stanno studiando. Ha guadagnato meno di ciò che si può immaginare e il suo patrimonio è stato gestito male”: così la prima moglie Roberta

La prima moglie del cantautore scomparso lo scorso luglio parla del loro rapporto, degli screzi e dei nodi del testamento

di Redazione FqMagazine
“Peppino Di Capri ha lasciato uno strano testamento. Gli avvocati stanno studiando. Ha guadagnato meno di ciò che si può immaginare e il suo patrimonio è stato gestito male”: così la prima moglie Roberta

Ha lasciato uno strano testamento, scritto male. Gli avvocati stanno studiando. Vedremo se ci sono stati condizionamenti forzature”. Roberta Stoppa, prima moglie di Peppino Di Capri, ha acceso i riflettori sull’eredità del cantautore. “Peppino ha guadagnato meno di quello che si può immaginare e il suo patrimonio è stato comunque gestito male. Gli ultimi anni poi sono stati impegnativi relativamente alla gestione delle difficoltà legate alla sua salute”, ha rivelato in un’intervista a Il Corriere della Sera. Gestire la successione inoltre, per lei, “sarà un disastro” perché tra i vari figli non scorre buon sangue.

Madre del primo figlio di Di Capri, Igor, per Stoppa Di Capri scrisse “Roberta”, “in una notte, mentre dormivo. Mi svegliò per chiedermi se poteva chiamarla con il mio nome. Accettai proprio perché fra noi non c’erano screzi e non mi importava che parlasse di tradimento”. I due si erano conosciuti a un party a Ischia. “Peppino mi vide, chiese il mio nome in giro e iniziò a chiamarmi a gran voce attraverso la sala. Mi girai e lui non mi sembrò un granché. Suonava nell’orchestra, era emaciato, poco affascinante“, ha raccontato Stoppa.

Poi, però, si incontrarono di nuovo poco prima di Natale, quando lei andò a vederlo in un locale i cui suonava. Alla fine della serata “mi accompagnò alla mia pensione, dove non era permesso portare uomini. Rimanemmo sui gradini a parlare per ore, sera dopo sera. Così è nato l’amore, parlando”. I due si sposarono nel 1961. All’inizio “vivevamo mangiando un panino con la mortadella al giorno e la debolezza era tanta che l’impeto della passione lasciava il passo alla tenerezza. In quegli anni per stare al suo fianco rinunciai al cinema”.

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