Giorgia: "Sottolineare il primato di una donna? La trovo una limitazione" - 2/3
Nel mondo di oggi, tra il web e i social, ha evidenziato Giorgia, “non ti perdonano niente. Se non sei al massimo, te lo fanno notare. Con i social è come fare sempre un esame. E io non posso assimilare il cantare a fare un esame, perché resta un momento di ispirazione”.
L’artista vuole che il palco e il contatto con il pubblico resti semplice. Come quando nel 1995 vinse Sanremo con “Come saprei”. Da allora, sono trascorsi oltre 30 anni. La musica è cambiata, il panorama discografico pure. C’è più sorellanza tra colleghe: “Ce la siamo guadagnata. Secondo me c’era anche prima, ma non se ne parlava, la donna che fa musica, che suona, che produce, che scrive, ha fatto fatica a uscire fuori”. Per le giovani, non si sente un modello, ma “spero di aver dato il buon esempio”.
Se nella musica servono quote rosa, come nella politica? “Sono un po’ diffidente, nel senso che anche quando si va a sottolineare il primato di una donna, la trovo un’ulteriore forma di limitazione. Non dobbiamo stupirci se c’è una donna al governo: c’è una persona che è anche una donna. È sulle nuove generazioni che dobbiamo lavorare. Quando mio figlio era piccolo gli spiegavo che le streghe erano un’invenzione e che quelle donne, probabilmente, erano dottori ma davano fastidio. Bisogna dare modelli diversi”.