Come difendersi dal "cash trapping" - 2/2
Alcune accortezze possono limitare i rischi di cadere in questa trappola. Prima di effettuare un prelievo è utile dare un’occhiata alla fessura di erogazione, cercando segni di manomissione come graffi, residui di colla o nastro adesivo. Meglio, quando possibile, prediligere i bancomat collocati dentro le filiali o in zone ben illuminate e videosorvegliate.
Il consiglio più importante riguarda però il comportamento da tenere in caso di mancata erogazione: se il contante non esce ma l’importo risulta comunque addebitato, non bisogna mai allontanarsi dallo sportello. Restare sul posto blocca di fatto l’azione dei truffatori. Da lì è opportuno contattare subito il servizio clienti della propria banca e, se necessario, le forze dell’ordine, oltre a documentare con una fotografia lo sportello e lo scontrino: prove che possono rivelarsi utili sia per la denuncia sia per ottenere il rimborso.