Era stato definito il “Bova gate”, innescato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona sulla presunta storia tra l’attore con la modella ventitreenne Martina Ceretti, con la divulgazione di audio e messaggi privati che avevano innescato polemiche e querele. Molti contenuti erano diventati virali, come gli “occhi spaccanti” che avevano generato meme e prese in giro. Intanto, complice l’ondata mediatica, si è conclusa la relazione tra il protagonista di “Don Matteo” e Rocío Muñoz Morales, madre delle loro figlie Luna e Alma.
Il 3 settembre con una nota stampa il Garante della privacy ha dato ragione a Bova e sanzionato l’ex re dei Paparazzi dichiarando “illecita la diffusione non autorizzata di un file audio e di contenuti estratti da una conversazione privata intercorsa via chat tra Raoul Bova e un’altra persona, pubblicati da Fabrizio Corona su social network e piattaforme digitali”. Nel provvedimento l’Autorità ha ribadito che “la notorietà di una persona non legittima la divulgazione di dati personali e informazioni attinenti alla sua sfera privata quando tali contenuti non rivestono un effettivo interesse pubblico. La diffusione di stralci di conversazioni intime e affettive eccede infatti il principio di essenzialità dell’informazione e contrasta con i principi di liceità, correttezza e minimizzazione del trattamento dei dati personali stabiliti dalla normativa privacy”.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha evidenziato come la condotta di Fabrizio Corona sia stata posta in essere con “finalità di spettacolarizzazione e alimentazione del gossip, arrecando un significativo pregiudizio alla reputazione, anche lavorativa, e alla privacy dell’attore”. “La diffusione, poi, attraverso piattaforme digitali e social media ha ulteriormente aggravato la violazione, amplificandone la portata e gli effetti”, si legge nella nota.
Il Garante ha, dunque, dato ragione su tutta la linea a Bova ma Corona ha ottenuto una sanzione irrisoria: “Nonostante la gravità della violazione e della natura particolarmente delicata dei dati diffusi, il Garante ha irrogato a Corona una sanzione amministrativa di 4.950 euro”. La ragione? “Non risultano redditi fiscalmente dichiarati nell’anno di riferimento”.