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“L’Alzheimer è una malattia che ti toglie la dignità. Mio padre che non voleva nemmeno farsi vedere per casa in mutande, si è ritrovato a farsi lavare da me”: parla Rossella Brescia

La conduttrice, attrice e speaker di Radio Dimensione Suono rivela un aspetto privato della sua vita

di Redazione FqMagazine
“L’Alzheimer è una malattia che ti toglie la dignità. Mio padre che non voleva nemmeno farsi vedere per casa in mutande, si è ritrovato a farsi lavare da me”: parla Rossella Brescia

Rossella Brescia, ballerina, conduttrice e attrice, è una delle figure più note dello spettacolo italiano degli ultimi trent’anni. Nata a Martina Franca il 20 agosto 1971, ha esordito in televisione come ballerina negli anni ’90, affermandosi poi come conduttrice su Canale 5 e Italia 1 e come voce di Radio Dimensione Suono. Il suo prossimo impegno sarà nel tour del musical di “Il ragazzo dai pantaloni rosa” con Samuele Carrino, che partirà il 13 novembre da Firenze.

In una intervista a La Stampa, la conduttrice e speaker ha parlato anche di un aspetto privato della sua vita. Il padre di Rossella Brescia si è ammalato di Alzheimer: “È una malattia che ti toglie la dignità. Lui, che non voleva nemmeno farsi vedere per casa in mutande, si è ritrovato a farsi lavare da me. Era un uomo discreto, indipendente, che non avrebbe mai desiderato tutto quel clamore attorno a lui. La malattia l’ha spogliato di se stesso: se fosse stato lucido, non avrebbe permesso nulla di tutto ciò. È stato straziante anche per noi”.

E ancora: “«La stanchezza è secondaria: quando vuoi bene a una persona il mal di schiena non lo senti nemmeno più. A scorticarti è la sofferenza di vedere spegnersi la persona che ami. Giorno dopo giorno, restava sempre meno di lui: l’ho perso molto prima di quando è effettivamente morto. È fondamentale che il governo sostenga i caregiver, sia negli aspetti più banali, che però tali non sono, come il rimborso dei farmaci, fino al supporto psicologico. Mamma ha tenuto fino all’ultimo la mano di papà stretta nella sua, ma lei stessa si è dovuta arrendere all’evidenza che aveva bisogno di aiuto”.

Da soli è impossibile reggere. – ha concluso – Siamo diventati un team oliatissimo. Il peso maggiore però era sulle spalle di mamma: lei e papà si amavano da 60 anni. Ecco, per me la coppia è questa cosa qui”.

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