L’intelligenza artificiale per determinare le tariffe aeree e spingere i margini di profitto fino a un potenziale +50%. Delta Airlines sta testando un sistema di determinazione dei prezzi gestito interamente dall’IA, affidando attualmente alla tecnologia la gestione del 3% dei propri biglietti. Una strategia che, pur puntando a un radicale efficientamento dei costi operativi e a decisioni gestionali più rapide, ha già sollevato l’allarme dei legislatori statunitensi sui rischi di una profilazione tariffaria basata sui dati personali e sulla disponibilità a pagare del singolo passeggero.
Per i vertici della compagnia, l’integrazione dell’intelligenza artificiale non cambierà solo il modo in cui l’azienda opera, ma inciderà direttamente su quanto i passeggeri pagheranno per volare. Durante un recente intervento nel podcast “Airlines Confidential” di Scott McCartney, il CEO di Delta, Ed Bastian, ha delineato le potenzialità economiche della transizione: la tecnologia potrebbe spostare il margine di profitto di Delta dall’attuale 10% fino al 15%, traducendosi in miliardi di dollari di ricavi aggiuntivi.
Il focus è sulla razionalizzazione gestionale su larga scala. “Quando si pensa a ciò che fa l’IA, permette di prendere decisioni migliori“, ha spiegato Bastian. “E poiché si ha un accesso ai dati maggiore e più tempestivo, offre una prospettiva più chiara di quali siano le opportunità. Il nostro settore, la nostra azienda, deve prendere molte decisioni ogni giorno, che si tratti di come gestire le operazioni quotidiane o di cosa stia succedendo nel campo della manutenzione, con i nostri motori e la loro storia”.