Passeggiando lungo la centralissima Breite Strasse, si può ammirare il profilo di Lubecca: le case sembrano incastellarsi le une sulle altre e i campanili vertiginosi delle chiese gotiche svettano sul mare di tetti. Si nota persino la Holstentor, la porta occidentale nota per essere il simbolo cittadino. Un panorama idilliaco, e dolcissimo, da apprezzare davanti a una vetrina poiché si tratta di un’opera interamente in marzapane, tanto filologica quanto golosa, creata con dovizia di particolari dai mastri pasticcieri del Café Niederegger, una vera e propria istituzione in città. Lubecca è indissolubilmente legata a questo dolce, si narra che nel lontano 1407, terminate le scorte di grano, il Senato ordinò a tutti i fornai di utilizzare le mandorle, che abbondavano nei magazzini, per fare il pane e sfamare gli abitanti.
Fu così che secondo la tradizione locale nacque il marzapane, ma nonostante la fantasiosa leggenda, in “nomen veritas”: il “marci panis”, ovvero il “pane di San Marco”, era una delizia di origine orientale che proveniva da Venezia, e giunse a Lubecca grazie alle relazioni commerciali tra le due città. Nel 1300 Lübeck era il centro più importante della Lega Anseatica che dominava l’economia del Nord Europa e i traffici del Mar Baltico e del Mare del Nord. La sua fortuna, paradossalmente, era quella di non essere una città costiera ma di fiume poiché le acque del Trave permettevano un accesso tranquillo e protetto al porto, un’ascesa ben documentata dall’European Hansemuseum, il Museo Anseatico Europeo di Lubecca, uno dei più prestigiosi dedicato a questo capitolo della storia medievale.
Lubecca divenne una città di ricchi e abili mercanti che nei secoli costruirono bellissime residenze: tutto il centro storico è tutt’oggi un susseguirsi di case con facciate di varie epoche, la maggior parte dallo spiccato gusto olandese, importato dai numerosi coloni delle Fiandre con il fiuto per gli affari. Dal gotico al barocco arrivando sino al neoclassico, questo ricco patrimonio architettonico dell’Altstadt (che comprende più di mille edifici originali), impreziosito dalle caratteristiche sette torri delle chiese che spuntano nel tessuto urbano, dall’Ospedale di Santo Spirito, ospizio medievale tra i meglio conservati del Paese, e dal Municipio più pittoresco della Germania, è stato dichiarato patrimonio culturale dell’UNESCO nel 1987.
Non mancano le ricostruzioni sommarie del Novecento, edificate dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrussero per un quinto il centro storico: al primo sguardo impattano come note sgrammaticate in questo idillio architettonico, ma allo stesso tempo conferiscono una bellezza autentica e vissuta. Oltre a una visita di Lubecca, merita una gita fino al mare, che dista una ventina di chilometri. Buen retiro dei locals sono la cittadine di Travemünde e Timmendorfer Strand, dove in estate si prende il tiepido sole, si gusta il gelato all’olivello spinoso, pianta tipica della costa che dona delle bacche succose dal gusto agrumato, e si praticano sport acquatici. Abbiamo scoperto questo bellissimo angolo del Nord con l’Ente Germanico per il Turismo, un’occasione per svelare delle vere e proprie perle del Baltico.
Lubecca, un tour che comincia dall’acqua
Uno dei modi più belli per scoprire Lubecca è quello di navigare a bordo di barchette elettriche lungo il fiume Trave che circonda la città vecchia. Questo anello d’acqua dolce si fa palcoscenico mentre davanti agli occhi scorre una scenografia di fiabesche casette e antichi vascelli ormeggiati. Il giro dura un’ora e regala una prospettiva alternativa del centro storico patrimonio dell’umanità (il punto di attracco si trova a An der Untertrave 108). Scivolando sull’acqua si ammirano gli Salzspeicher, i sei magazzini del sale simbolo dell’epoca d’oro della città, seguiti da uno scorcio sulla Holstentor, icona di Lubecca nonché uno dei simboli della Germania, tanto da essere stata impressa nella banconota da 50 dei marchi tedeschi. La particolare prospettiva rende ancora più maestosa questa porta d’accesso fortificata del Quattrocento che oggi ospita l’Holstentor Museum, dedicato alla storia della città, struttura particolarmente riconoscibile per i due torrioni di mattoni rossi con i tetti a cono in ardesia. Il percorso regala anche delle belle vedute sulle vertiginose torri della Marienkirche, la Chiesa di Santa Maria, costruita tra il 1250 e il 1350, pietra miliare dello stile gotico in mattoni nella regione baltica nonché punto più alto della città, su quelle della Cattedrale e sul profilo della Chiesa di San Pietro, la cui torre offre una piattaforma panoramica.
Passeggiata nel centro storico e qualche pausa di gusto
Il bello dell’Altstadt è quello di perdersi tra vie, viette e stretti vicoli lastricati ammirando le pittoresche case che si affacciano sul viavai. Ce n’è una in particolare che richiama l’attenzione di turisti e appassionati di letteratura: quella di Thomas Mann, al civico 4 di Mengstrasse. La facciata barocca distingue l’edificio che appartenne alla famiglia Mann e fu sede della loro ditta, chiamata anche “Buddenbrookhaus” dall’omonimo e noto romanzo dello scrittore, “I Buddenbrook”, ambientato proprio tra queste mura. È il genius loci di Lubecca a svelare le ispirazioni giovanili dell’autore, così la società dell’epoca, caratterizzata da una vita votata al commercio, tra intrighi e perbenismi, lussi e miserie. Oggi la casa ospita l’Heinrich und Thomas Mann Zentrum, dedicato alla famiglia Mann.
Lubecca rivela un animo letterario, creativo e incredibilmente affascinante: da non perdere il quartiere dei pittori, puntellato da caffè, piccoli negozietti e atelier, e le viette acciottolate di Glockengießerstrasse, nella parte più settentrionale dell’Altstadt dove si trovano numerosi cortili segreti chiamati Höfe. Questi angolini dall’atmosfera intima e rilassata sono una peculiarità, circondati da casupole addossate l’una all’altra, un tempo botteghe degli artigiani, oggi residenze naïf d’altri tempi. Lubecca sa anche come essere godereccia per le note cantine storiche chiamate Ratsweinkeller, dove assaggiare il Lübecker Rotspon, vino di origine bordolese fatto invecchiare in botti di rovere, ma anche per i ristoranti tipici dove assaggiare i migliori piatti di pesce della tradizione tedesca. Ci si immerge in una vera e propria storia di mare al Schiffergesellschaft, suggestivo ristorante aperto nel 1535 come sala da pranzo della Corporazione dei marinai. Un ambiente che ricorda l’interno di un vascello, complici i tavoli e l’arredo di legno scuro, così le luci soffuse che valorizzano i modellini di navi appesi al soffitto. Imperdibile il Fischbrötchen con aringhe. Una valida alternativa che offre una rivisitazione moderna della classica cucina rurale è il menù del ristorante Ziegelei: piatti freschi e di stagione in un’atmosfera elegante e accogliente che rievoca suggestioni mediterranee negli interni, curati con grande stile e vezzo negli abbinamenti di colore.
Tappa al Café Niederegger e al Municipio
Per il dolce non occorre attendere il dopocena. C’è sempre un ottimo motivo per assaporare una fetta di torta al marzapane e noci, un grande classico, o qualsiasi altra variante a base di questa prelibatezza. Lungo la via principale di Lubecca, la Breite Strasse, è d’obbligo una tappa al Café Niederegger, non fosse altro per ammirare l’arte amanuense dei suoi pasticcieri che hanno riprodotto il profilo della città e lo hanno esposto direttamente in vetrina, ma anche per apprezzare la raffinatezza delle proposte, tra bonbons, torte e innumerevoli delizie, e infine scoprire l’interessante museo all’ultimo piano dell’edificio. Noi abbiamo avuto il piacere di conoscere questo mondo a base di mandorle, zucchero e cultura grazie alla nostra preparatissima guida Kathrin Gaebel, che ci ha accompagnati in un viaggio dolcissimo nella storia del prodotto ma anche della città, da sempre legata alla sua creazione nota in tutto il mondo.
Dopo un’apprezzatissima pausa, merita una visita il Rathaus di Lubecca, situato proprio davanti al Café, visibile anche dalle finestre che danno sulla splendida scalinata rinascimentale. Ma è l’affaccio sull’animata piazza del Mercato che il Municipio descrive tutto il suo eclettismo, tanto da renderlo uno dei più antichi e pittoreschi di tutta la Germania: un mix&match di vari stili caratterizza la facciata che domina il Markt. A renderla unica, un alto muraglione in laterizio rosso, sovrastato da tre torricelle e aperto da due grandi oculi che servono a favorire il passaggio del vento, struttura che contrasta con il candore della loggia rinascimentale alla base. Ammirando la sua complessità, non stupisce che il centro storico sia stato nominato patrimonio UNESCO per la stupefacente ricchezza architettonica.
Fuga al mare: Travemünde e Timmendorfer Strand
La città dista pochi chilometri dalle candide coste del Mar Baltico, un’occasione per scoprire un turismo balneare rilassato in perfetto stile nordico ma anche le località ricche di tradizioni. Travemünde è considerata la porta di Lubecca sul Baltico, facilmente raggiungibile con il treno dalla stazione centrale. Qui si trova il faro più antico della Germania, ad un passo dalla bella spiaggia di sabbia fine, puntellata dalle cabane, le tipiche poltroncine protettive in vimini da spiaggia con la copertura arrotondata, alternativa strategica agli ombrelloni e perfette per contrastare il vento che spesso soffia sul litorale, gonfia le vele delle imbarcazioni e spinge quelle dei windsurf. Gli sport acquatici sono l’ideale per trascorrere una giornata attiva, in alternativa, una rilassante passeggiata nel centro storico e lungo l’ampio lungomare che intercetta il Nordermole. Impagabile anche il piacere di sedersi su una panchina per godere la brezza salmastra e osservare le barche e le navi che attraversano la Baia di Lubecca, la bella insenatura che caratterizza questa località e quella di Timmendorfer Strand, raggiungibile con l’autobus locale (linea 40) dalla fermata “Lübeck Teutendorfer Weg” fino a “Timmendorfer Strand Seeschlösschen”.
Una notevole concentrazione di eleganti ville annuncia questa località che si distingue per raffinatezza, per la lunga spiaggia e per alcune attrazioni da non perdere come la storica Trinkkurhalle. Grazie alla struttura circolare in vetro, l’edificio è noto con il nome di “Rotonda”, e offre ampio spazio dedicato all’arte e alla cultura. In perfetta simbiosi con le atmosfere ricercate del luogo anche il rinomato The Cozy Kitchen, situato a pochi passi. I toni neutri, l’uso del legno, la purezza di un design lineare e la trasparenza di una cucina a vista rispecchiano la sostenibilità come concetto alla base di questo hotel e ristorante: tutti i prodotti sono di produzione propria o provengono dalle immediate vicinanze. La qualità delle materie prime è al centro dell’attenzione, così i dettagli che valorizzano i grandi classici della cucina di mare, impreziosita da tocchi di aromi ed erbette nordiche. Un’altra icona di Timmendorfer Strand è il Maritim Seebrücke, la passerella marittima che invita letteralmente a camminare sulle onde lungo un tracciato che gioca con le pendenze per una lunghezza di 250 metri, mentre l’intero percorso circolare crea un viale pedonale lungo 427 metri. Una struttura sinuosa, slanciata sulle acque della baia, l’ennesimo gioiello di questo angolo di Germania che non tradisce il vezzo architettonico e continua ad essere ispirazione per creativi in cerca di bellezza autentica, e forse, anche per nuove rivelazioni della letteratura contemporanea.