"Non è solo una lagnanza da ceto medio impoverito" - 2/3
“Il tema della mia scrittura è il real estate, la proprietà immobiliare. Il primo romanzo parlava di un gruppo di attivisti che si mettevano insieme per occupare un vecchio ufficio postale abbandonato. Il secondo di speculazioni edilizie a Milano. Le perfezioni (finalista all’International Booker Prize 2025, ndr) comincia con la lunga descrizione di un appartamento…”, racconta Latronico. E quando gli viene chiesto da dove nasca il suo ‘realismo immobiliare’, spiega di appartenere a una generazione cresciuta in Occidente con l’idea di un patto sociale molto chiaro: studiare e lavorare avrebbe garantito una casa, una famiglia, un’auto, una pensione. Un patto che, dice, proprio a partire dalla sua generazione ha cominciato a sgretolarsi, prima con la precarizzazione del lavoro e ora con la difficoltà sempre maggiore di accedere alla casa. “Se facevi l’insegnante non avevi magari l’appartamento del cardiochirurgo, ma ce l’avevi. A Milano oggi uno stipendio da insegnante o da infermiere, ma anche da medico d’ospedale, da commissario di polizia, non basta per avere un bilocale, non dico una reggia. Quindi non è solo una lagnanza da ceto medio impoverito, è il sintomo di qualcosa di più vasto…”.