Quante volte, davanti a un frigorifero stracolmo o a un avanzo di cena troppo abbondante, la soluzione più ovvia sembra una sola: aprire lo sportello del freezer e buttare tutto dentro? È un gesto istintivo, quasi automatico, che ci fa sentire virtuosi e organizzati.
Ma attenzione: il freddo estremo non è la panacea universale per la conservazione del cibo che crediamo. Alcuni alimenti, una volta scongelati, escono dal ghiaccio irrimediabilmente compromessi, nella consistenza, nel sapore, a volte persino nella sicurezza di ciò che portiamo in tavola.
Ecco cinque, secondo la rivista Food & Wine, prodotti che dovreste tenere il più lontano possibile dal vostro congelatore, e i metodi giusti per conservarli senza sprechi.
Il formaggio
Non tutti i formaggi nascono per essere pungenti o stagionati a lungo e non c’è niente di più frustrante che ritrovare, dimenticato in fondo al cassetto dei latticini, un pezzo costoso ormai da buttare. Ma congelarlo non è la risposta: le basse temperature alterano la struttura dei grassi e dell’acqua contenuti nel formaggio, lasciandolo sbriciolato, gommoso o acquoso una volta scongelato. La soluzione? Un involucro adatto, carta apposita per formaggi o pellicola che permetta una minima traspirazione, conservato nella parte più fresca del frigorifero, lontano da sbalzi di temperatura.
La pasta già cotta
Avete preparato troppa pasta e la tentazione di congelarla è forte? Resistete. Una volta scongelata e riscaldata, tende ad appiccicarsi, a perdere elasticità e ad assumere una consistenza gommosa poco invitante. Il consiglio è di riporla in un contenitore ermetico e conservarla in frigorifero, dove si mantiene qualche giorno senza troppi danni. Un piccolo accorgimento che fa la differenza: tenete il condimento separato dalla pasta, così eviterete che si trasformi in una massa scotta e inzuppata.
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