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È morto re Harald V di Norvegia, dalla fuga durante l’invasione nazista alle Olimpiadi da atleta: lascia una monarchia fragile

Aveva 89 anni e ne ha trascorsi 35 sul trono. Ora la corona passa al figlio Haakon, chiamato a guidare una monarchia segnata dagli scandali che hanno coinvolto Mette-Marit e Marius Borg Høiby

di Antonella Zangaro
È morto re Harald V di Norvegia, dalla fuga durante l’invasione nazista alle Olimpiadi da atleta: lascia una monarchia fragile

Re Harald V di Norvegia si è spento all’età di 89 anni. Il sovrano di Oslo era il re più anziano d’Europa, un record acquisito dopo la morte di Elisabetta II avvenuta nel 2022 e a seguito dell’abdicazione di Margrethe di Danimarca, due anni fa. Il 17 agosto scorso il sovrano era stato ricoverato in ospedale per là conseguenze di una anemia emolitica che aveva richiesto trattamenti a base di cortisone e riposo. Non più tardi di qualche mese prima, era stato ricoverato presso un’altra clinica, mentre si trovava sull’isola spagnola di Tenerife, durante una vacanza insieme alla moglie Sonja.

Dal 2024 la sua partecipazione alla vita pubblica del Paese era stata fortemente ridotta per via di un intervento d’urgenza avvenuto in Malesia, quando gli era stato applicato un pace-maker ed aveva sofferto di una infezione respiratoria. Ma il suo stato di salute non lo aveva mai portato ad arrendersi né a considerare di passare lo scettro al figlio Haakon che, 53enne, aveva preso in mano le reggenza della corona il 17 agosto scorso, a seguito dell’ultimo ricovero del re.

Harald, cambiando il corso di una storia rimasta invariata da 648 anni, era stato il primo re ad essere nato in patria, nella residenza di Skaugum e ad essere battezzato nel palazzo reale di Oslo. Poi, fu la guerra, nel 1940, a costringere lui e la madre ad abbandonare il Paese per fuggire dall’invasione tedesca e trovare rifugio tra la Svezia e gli Stati Uniti. Terminato il conflitto mondiale, Harald tornò in Europa e si laureò a Oxford; la regina Vittoria era la sua trisnonna e re Giorgio VI d’Inghilterra suo cugino. Il sovrano era un grande appassionato di sport tanto che una delle sue ultime apparizioni pubbliche lo aveva portato a seguire le olimpiadi di Milano-Cortina, all’inizio del 2026. Nel 1964 partecipò anche alle olimpiadi di Tokyo in qualità di atleta nella squadra di vela; li’ fu il porta bandiera norvegese durante la cerimonia di apertura. Fu anche a Città del Messico nel 1968 e a Monaco di Baviera nel 1972.

Il 21 gennaio del 1991, in una cerimonia che si tenne nel parlamento di Oslo, l’allora principe prestò il suo giuramento diventando re di Norvegia e Capo dello Stato. Prima di quel giorno, contravvenendo a tutte le regole del protocollo della corona, nel 1959 si innamorò ed iniziò a frequentare una giovane del popolo, Sonja Haraldsen. Quando la relazione venne allo scoperto, messo di fronte alle resistenze dell’anziano padre, re Olav V, che non appoggiava la scelta del figlio, Harald arrivò a minacciare di lasciare la corona e rinunciare a tutti i suoi diritti e privilegi di sangue pur di sposare la donna anche amava. Nel 1968 tutto questo non si rese necessario e la coppia convolò a nozze portando poi a corte due eredi, Marta Luisa e Haakon Magnus.

Haakon oggi gli succede, salendo sul trono accompagnato da un’altra moglie scelta a dispetto delle regole, ormai ammorbidite dalle scelte del padre, ma sopratutto nonostante il suo passato. Mette-Marit ha sposato Haakon Magnus nonostante la passata relazione con un uomo con precedenti penali e dal quale aveva avuto un figlio, Marius Borg Hoiby, che ha sempre dato problemi creando forti imbarazzi a corte. Lo scorso giugno, infatti, il 29enne, che comunque non ha titoli reali, è stato arrestato e condannato a quattro anni per stupro e violenze domestiche. Una brutta pagina per la corona che stava cercando di reggere l’impatto delle notizie che arrivavano dagli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Giustizia aveva appena pubblicato gli Epstein Files contenenti elementi, foto ed email che dimostravano come Mette-Marit avesse frequentato il pedofilo e faccendiere di Brooklyn, gettando un’ombra pesante sulla monarchia norvegese.

La principessa, poi, negli anni, aveva sviluppato una grave forma di fibrosi polmonare e, poco prima di essere sottoposta ad un intervento chirurgico per effettuare il trapianto, si era seduta davanti alle telecamere della tv pubblica di Oslo per chiedere scusa per aver sottovalutato il “vero pericolo e le conseguenze” della sua frequentazione con Jeffrey Epstein. Ora, il regno è anche nelle sue mani e soprattutto in quelle di suo marito, Haakon, re di Norvegia.

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