L’aereo che riportava in Inghilterra Harry e Meghan ha toccato terra all’aeroporto di Birmingham nel primo pomeriggio di mercoledì 26 agosto. Dopo sei anni di Megxit, il dietrofront dei duchi del Sussex ha segnato l’inizio di una nuova vita per l’intera famiglia, che starà lontana da Londra, ma sarà abbastanza vicina alla famiglia reale per rischiare di diventare un problema. Su quell’aereo volavano il principe che ha usato litri di inchiostro per dare sfogo alla sua rabbia verso la monarchia, la ex attrice americana che non ha mai accettato di stare in seconda fila in un Paese che l’ha accolta in una istituzione piena di regole rigidissime e i due bambini, Archie e Lilibet, che da settembre frequenteranno una scuola inglese. A dimostrare che la permanenza della famiglia sul suolo britannico è destinata a durare almeno per un bel po’, contribuisce anche la presenza a bordo dei due cani, Mia e Pula, adottati in California e presumibilmente trasferiti insieme ai loro padroni su un volo privato (considerando le leggi britanniche che impediscono l’ingresso di animali nel paese se non a certe condizioni).
Le incognite restano comunque molte e basterà aspettare qualche giorno per trovare risposte più precise. Re Carlo III è stato informato solo qualche giorno prima dei giornali della decisione del figlio minore. La sua reazione è stata positiva, il sovrano si è detto lieto di avere la possibilità di poter vedere i suoi nipoti più spesso, specificando che tutto avverrà in forma privata e personale. La presenza delle telecamere, infatti, è stata una delle condizioni imprescindibili per poter consentire ai sovrani di accogliere Harry e Meghan ad Highgrove per un tè, lo scorso luglio. Un incontro avvenuto per confermare l’intenzione di Harry di ricucire con la sua famiglia (almeno con coloro che non gli hanno chiuso la porta in faccia) e per verificare la capacità di Meghan di astenersi dal pubblicare sui social media momenti di vita privata, a corte. In quella circostanza tutto si è svolto secondo gli accordi: la duchessa si è limitata a postare sul suo profilo Instagram solo le foto scattate al mare, in Portogallo e quelle che vedevano i due bambini attraversare il parco di Althorpe, la tenuta dello zio Charles Spencer, dove è sepolta Lady Diana.
La famiglia continuerà comunque a tenere una base in California, prova ne è il fatto che le galline ed i polli di Montecito, quelli ripresi da Meghan nei suoi video promozionali, sono rimasti nel loro ovile, accuditi dal personale di servizio di casa Sussex. Quindi, il mistero da decifrare è: cosa faranno i due in Inghilterra e chi si occuperà di pagare per la loro scorta? Le voci di un accordo per fare tornare Meghan sul set grazie all’offerta del regista inglese Guy Richie, che avrebbe convinto la famiglia a tornare, si sono affievolite nel preciso istante nel quale la notizia è diventata di dominio pubblico. Alla sola idea che la duchessa del Sussex possa calcare le scene e avere un ruolo nella serie The Gentleman, trasmessa su Netflix, l’ondata di dissenso generale è stata così forte da fare mettere in discussione il piano, ora rimasto in sospeso.
Quanto al futuro di Harry, si può affermare che le cause benefiche continueranno ad essere la sua prima occupazione. Quanto ad un possibile coinvolgimento dei duchi nelle attività di corte, gli steccati alzati dalla corona all’annuncio della loro partenza, sei anni fa, non sono mai stati calati. Il “summit di Sandringham” che si svolse alla presenza di Elisabetta II, aveva già ampiamente stabilito che non si può essere “reali attivi per la corona solo part time” e non sarà questo rientro in patria a cambiare le cose. Di più: considerando la rigida posizione assunta dall’erede al trono, William, che non ha mai mostrato alcun cenno di distensione verso il fratello, per il futuro a corte dei Sussex non c’è da aspettarsi nulla di buono. Qualcuno addirittura chiede alla corona che Harry sia rimosso dalla linea di successione al trono e che gli sia sottratto il titolo di Consigliere di Stato acquisito per nascita. I Sussex, a Londra, porteranno un valore aggiunto alla monarchia, ormai ridotta in una forma molto (forse troppo) ristretta dalla spending review di re Carlo III, o saranno di nuovo una spina nel fianco per la corona? Basta sedersi e aspettare, ogni dubbio sarà chiarito a breve.