La corsa contro il tempo e la "sindrome da sospensione" - 2/4
Il tempo, in scenari di questo tipo, si trasforma rapidamente nel nemico principale. L’immobilità prolungata nel vuoto espone infatti il corpo al gravissimo rischio clinico della sindrome da sospensione inerte (o trauma da sospensione). Il blocco parziale della circolazione sanguigna, causato dalla compressione dei cosciali dell’imbraco, può portare in breve tempo alla perdita di coscienza e a conseguenze fatali.
A scongiurare il peggio è stata la prontezza di alcuni escursionisti presenti alla base dell’obelisco di pietra. Intuita la gravità della situazione, si sono precipitati a piedi verso il rifugio Pordenone. Dopo due ore e mezza di marcia forzata, sono riusciti ad allertare la Sala operativa regionale emergenza sanitaria (SORES).