La metafora della statua e la rinuncia al sesso esplicito - 3/4
Per spiegare il rapporto tra la parola scritta e l’adattamento visivo, l’autore utilizza una precisa allegoria, nata ai tempi del film di Guadagnino e ritenuta valida ancora oggi per il fumetto: “Un romanziere può scolpire una statua fino ai suoi dettagli più fini e sfuggenti, mentre il cinema fa muovere quella statua”. Tuttavia, l’esigenza di concentrarsi sulla trama visiva ha imposto delle differenze stilistiche, in particolare per quanto riguarda la sessualità. Su questo aspetto, Aciman traccia un confine netto tra il libro e le opere derivate, promuovendo la scelta degli adattatori: “Nella scrittura sono stato molto più esplicito sul sesso di quanto non siano stati Luca e Sarah. E sono contento che entrambi abbiano scelto di lasciare certe cose invisibili”.