“Non sono più il Reinhold Messner di 25 anni sul Nanga Parbat, l’uomo che ha perso suo fratello. Non sono più l’alpinista degli Ottomila. Non sono più il politico a Bruxelles”. A 82 anni l’alpinista torna a riflettere sul tempo che passa, sull’identità e sulla possibilità di cambiare senza sentirsi prigionieri di ciò che si è stati.
“La vita è cambiamento. E io cambio con lei”, scrive sui social. “Sì, ho fatto tutte queste cose. Fanno parte della mia storia. Mi hanno formato, messo alla prova, forse hanno contribuito a rendermi ciò che sono. Ma non sono ciò che sono oggi”.
Tra i capitoli della sua vita ce n’è uno impossibile da separare dal suo nome e che non manca mai di menzionare: la spedizione al Nanga Parbat del 1970, durante la quale perse il fratello Günther. Reinhold, allora 25enne, partecipava insieme a lui alla spedizione sulla gigantesca parete Rupal, una delle pareti montuose più alte del mondo. L’obiettivo era compierne la prima ascensione. I due fratelli raggiunsero insieme la cima del Nanga Parbat, completando l’impresa. Il dramma iniziò durante la discesa. Günther era esausto e mostrava segni di mal di montagna. I due decisero di scendere dal versante Diamir, sul lato opposto rispetto a quello appena scalato. Reinhold ha sempre raccontato che il fratello scomparve durante la discesa, probabilmente travolto da una valanga. Lui riuscì a sopravvivere, ma riportò gravissimi congelamenti che gli costarono sette dita dei piedi e parti di alcune dita delle mani.
“A volte rivedo vecchie interviste, vecchie parole, vecchie versioni di me stesso. Appartenevano a quel momento. Questo è un altro momento“, continua Messner su Instagram. E ancora: “Che io abbia commesso errori o fatto le cose giuste ormai conta relativamente poco. Entrambe le cose fanno parte del passato. Ciò che conta è quello che faccio dell’oggi. Ogni giorno ci offre la possibilità di ricominciare”. La chiusa è quasi una dichiarazione di principio: “Io sono quello che sono adesso. Domani sarò già di nuovo leggermente diverso. Per me, capire questo significa capire la vita. Credo di averlo capito”.