Il romanzo che diventa immagine: il volto di Elio e i confini della trama - 2/4
L’occasione per queste riflessioni è la pubblicazione di una nuova trasposizione dell’opera: una graphic novel curata dallo stesso autore e illustrata dall’artista americana Sarah Maxwell. Dopo l’impatto globale dell’adattamento cinematografico diretto da Luca Guadagnino dieci anni dopo l’uscita del libro, Aciman riconosce che queste nuove forme d’arte hanno offerto “forse un livello visivo che il romanzo non consente”.
L’autore ammette di essersi sempre concentrato esclusivamente sull’interiorità del giovane protagonista Elio, focalizzandosi sulle sue paure e sulle sue esitazioni, tralasciando l’estetica pratica del racconto. “Io non mi sono mai preoccupato di descrivere il volto di Elio”, spiega Aciman a La Stampa. “In questi casi, invece, bisogna dargliene uno. Bisogna dare dei mobili alle stanze, bisogna dare un luogo alla vicenda. Sono problemi che nel romanzo non mi ero posto”.
Il passaggio all’immagine gli ha permesso di esplorare angolazioni inedite della sua stessa storia. “Quando Elio entra nella stanza di Oliver mentre Oliver non c’è […] ho potuto vedere per la prima volta tutto ciò che Elio desidera quando si sdraia nudo sul letto“, rivela lo scrittore. Un dettaglio che durante la stesura originale non aveva mai inquadrato in questo modo: “Non avevo mai veramente ‘visto’ che cosa facesse mentre viveva la stanza di Oliver. Non mi era mai nemmeno veramente venuto in mente”.