Il divorzio dalla Rai di Milo Infante: "Una direzione promessa e mai concretizzata" - 2/4
L’addio al servizio pubblico non è nato da un capriccio improvviso, ma da un’esigenza professionale rimasta inascoltata. “Sentivo il bisogno di cambiare e avevo chiesto una direzione a costo zero per poter sperimentare nuovi programmi”, ha rivelato Infante, chiarendo le tempistiche della rottura. “Era una cosa che mi era stata promessa negli anni, ma non si è concretizzata. Il 10 maggio ho comunicato alla Rai che avrei fatto scelte diverse. Il 12 maggio ci siamo sentiti con Mediaset ed è nato questo feeling che spero continuerà”.
Oggi, a 58 anni, il giornalista non vive questo passaggio come una ripartenza, bensì come un traguardo che apre nuove prospettive strutturali. “Per me questo è un punto di arrivo, non è di partenza”, precisa, sottolineando il suo nuovo ruolo dirigenziale: “Sono anche condirettore di Videonews, quindi il margine di crescita e di imparare cose nuove per uno come me, che ha 58 anni, è ampio e per tanti motivi in Rai questo non accade”.
A chi lo ha etichettato per anni come un giornalista vicino al Carroccio, Infante risponde con i fatti registrati durante la sua uscita dalla tv di Stato: “Mi hanno sempre accusato di essere in quota Lega, ma sono sempre stato lontano dalla politica. Non c’è un politico di centrodestra che abbia detto alla Rai: perché non l’avete tenuto?. E’ la riprova che sono un battitore libero”.