Perché il siluro è considerato un problema - 2/3
Il protagonista della vicenda è un pesce che negli ultimi decenni si è diffuso in numerosi corsi d’acqua italiani: il siluro europeo, Silurus glanis. È un grande predatore d’acqua dolce, originario soprattutto dell’Europa centro-orientale e del bacino del Danubio. In Italia è considerato una specie alloctona in diversi territori nei quali è stato introdotto e la sua presenza è oggetto di interventi di contenimento.
Il problema non è semplicemente la sua dimensione. Il siluro può raggiungere dimensioni molto importanti e occupa una posizione elevata nella catena alimentare. Secondo l’ISPRA, la sua presenza può quindi incidere sulle popolazioni di pesci autoctoni, soprattutto negli ambienti dove la specie si è insediata in maniera consistente. In Lombardia il tema è seguito da anni anche attraverso specifici interventi di contenimento. La normativa regionale considera il Silurus glanis tra le specie alloctone dannose per l’equilibrio del popolamento ittico.
La domanda più frequente quindi è: è vietato ributtarlo in acqua? È un punto che può creare confusione. Per molte specie pescate durante la pesca sportiva il rilascio è una pratica prevista o consentita. Per il siluro, invece, la situazione è diversa. In Lombardia la normativa vieta la reimmissione dopo la cattura degli esemplari appartenenti alle specie alloctone dannose per l’equilibrio del popolamento ittico. Per il Silurus glanis è prevista espressamente una sanzione amministrativa, attualmente compresa tra 400 e 1.500 euro, con conseguenze ulteriori in caso di recidiva. Questo significa che il problema non è scegliere liberamente tra “prendere il pesce e liberarlo” oppure portarlo via: nel caso del siluro le regole sono costruite proprio per impedirne la reimmissione nell’ambiente.
È una scelta legata alla gestione delle specie alloctone e al tentativo di limitarne la diffusione. Se un esemplare viene catturato nell’ambito di un’attività autorizzata e delle procedure previste, la sua reimmissione potrebbe contribuire a mantenere o aumentare la presenza della specie nelle acque interessate.