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“Il cancro non era mai arrivato a toccarmi da vicino. Poi è arrivata la diagnosi di Carlo e ho pensato: ‘Cielo, ora sono io quella che deve accudire il proprio povero marito”: Camilla parla della malattia del Re

La regina Camilla racconta per la prima volta i giorni dopo la diagnosi di cancro di re Carlo III: emozioni e forza
“Il cancro non era mai arrivato a toccarmi da vicino. Poi è arrivata la diagnosi di Carlo e ho pensato: ‘Cielo, ora sono io quella che deve accudire il proprio povero marito”: Camilla parla della malattia del Re
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“In qualche modo ce la farò e lo farò a modo mio”. La reazione di re Carlo III di fronte alla diagnosi di cancro ricevuta nel 2024 è sintetizzata in queste parole e nei ricordi di sua moglie Camilla, la donna che ha voluto al suo fianco, da sempre.
In una intervista piuttosto inedita, la regina ha raccontato come la coppia abbia affrontato i giorni nei quali il re ha ricevuto la notizia del tumore che lo ha colpito nel 2024, prima che i sudditi ed il mondo ne fossero informati.
Un duro colpo per la famiglia reale e la corte britannica che avevano da poco salutato l’arrivo del monarca, sebbene ormai anziano, ma pur sempre espressione di un nuovo corso della corona.

Eppure, nonostante l’impatto e l’entità della notizia, Camilla ricorda come Carlo III si sia mostrato fermo e determinato a continuare la sua vita e le sue attività “in modo normale”, cosa che effettivamente ha sempre cercato di fare, salvo essere costretto a fermarsi quando le sue condizioni hanno richiesto un breve ricovero per trattamenti ospedalieri specifici.
Camilla, seduta su una poltrona dai toni chiari, con fiori bianchi e rossi in un salotto di Clarence House a Londra, ha confessato alla chief executive dell’associazione benefica Maggie’s, Dame Laura Lee, di aver lei stessa completamente cambiato la sua prospettiva sul cancro dopo questa esperienza personale. “Guarda mio marito – ha scandito candidamente – niente lo ha fermato”.

Il cancro ha poi aggiunto “non era mai arrivato davvero a toccarmi da vicino, in famiglia. E all’improvviso arriva la diagnosi per tuo marito e pensi: “Cielo, ho parlato con tutte queste persone e ora sono io quella che ha un familiare… che deve aiutare ad accudire il proprio povero marito e cercare di capire tutto quanto”. Dal 2008, Camilla è la presidente di questa associazione caritatevole che si occupa dei malati e del sostegno a chi affronta questo percorso e il destino ha voluto che fosse proprio lei ad inaugurare una nuova sede del centro all’interno del Royal Free Hospital di Londra, il 31 gennaio di quel 2024, quando i medici, solo due giorni prima, avevano comunicato al re l’esito dei suoi accertamenti.

In quel momento, nessuno al di fuori di un cerchio strettissimo di persone ancora ne era stato informato. Carlo III era appena stato dimesso dalla London Clinic dove era stato operato per curare la sua prostata e accanto a lui, in quello stesso ospedale, era ricoverata anche Kate Middleton, sottoposta ad un intervento di chirurgia addominale. Nessuno sapeva che i due membri della Royal Family stavano entrando nel tunnel più buio, quello della malattia che li ha uniti in un destino con il quale ancora fanno i conti. Mancavano ancora cinque giorni dal momento in cui lo staff di Buckingham Palace aveva ricevuto mandato di informare il mondo di quella diagnosi; una decisione unica ed inedita dettata dal desiderio di Carlo III di sollecitare l’attenzione del Paese sulla prevenzione e sulla consapevolezza. I dettagli sulla malattia non sono mai stati forniti, ma poco conta di fronte alla decisione di rendere pubblica la cartella clinica di un re.

Pensando ancora a quel 31 gennaio, quando è stata chiamata ad inaugurare il centro al Royal Free Hospital, Camilla ha anche aggiunto: “Ricordo di essere andata nell’ospedale subito dopo la diagnosi del re, nessuno poteva dire nulla in quel momento ed è stato difficile”. “Stavo quasi per dire qualcosa – ha poi confessato con la voce bassa e cavernosa di una ex fumatrice incallita – ma, sai, ho sentito che non era il momento giusto. Ho guardato tutte le persone che soffrivano e i loro familiari, e credo che questo mi abbia fatto capire ancora meglio quanto fossero importanti questi luoghi”.
E ancora: “Sentivo un forte bisogno di lasciarmi andare, ma ovviamente non potevo”. Un raro momento di intimità e insieme di fragilità che continua a fare stringere il rapporto tra la famiglia reale e chi sta attraversando lo stesso percorso, esattamente come Carlo III ha sempre cercato di fare dal momento in cui, lui stesso si è definito “uno dei tanti, un numero”, di fronte alla malattia.

Infine, sempre ricordando quel giorno e l’incontro con i pazienti durante quella visita, Camilla ha anche ammesso che li stava “quasi interrogando”.
“Non volevo indagare troppo a fondo” ha spiegato seduta davanti alle telecamere intenta a sfogliare foto e ricordi. “Di solito, quando entravo, mi limitavo a parlare con loro, ma… non so, sentivo che c’era qualcosa di molto più profondo”.
A conti fatti, va comunque ammesso che la trasparenza mostrata dal re sulla sua diagnosi ha incoraggiato un maggior numero di persone a chiedere aiuto presso i centri dell’associazione Maggie’s, segnando un incremento del 12% dei visitatori, uomini.

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