L’ha definita “esperienza” più che impresa. Perché “ogni traversata lascia qualcosa dentro che rimane impresso per sempre”. Di sicuro, Maurizio Cavaliere custodirà per sempre il ricordo di aver attraversato lo stretto di Gibilterra. 58 anni, nuotatore abruzzese, è partito da Tarifa, nel sud della Spagna, fino a toccare di nuovo terra a Punta Cires, sulla costa africana. Quindici chilometri e mezzo, percorsi in quattro ore e 10 minuti, di bracciate nell’oceano, insieme a pesci, grandi animali marini e navi mercantili. Insieme a lui anche un altro italiano, Dario Poretti, e l’inglese Zachary Washington-Young, ex atleta paralimpico della nazionale inglese.
“Nuotare nell’oceano è adrenalina allo stato puro, sembra di camminare su un filo teso sospeso nel vuoto. Hai la sensazione che ti possa accadere qualcosa da un momento all’altro”, ha dichiarato Cavaliere, tesserato con la Asd Effegiquadro di Pescara, come riporta Cityrumorsabruzzo. Durante la traversata, “abbiamo nuotato in mezzo ai delfini e agli squali, non aggressivi per l’uomo, e passando fra enormi navi mercantili”.
Una sfida fisica, certo, ma anche mentale. Al traguardo, seduto sulla barca che l’ha prelevato, Cavaliere ha festeggiata con sorrisi e la bandiera italiana in mano. Toccata l’Africa, ha poi voluto ringraziare i suoi affetti: “Colgo l’occasione per ringraziare mia moglie Giuliana e mia figlia Francesca che mi hanno accompagnato durante questo viaggio, nonché lungo il percorso di avvicinamento e di preparazione”, ha affermato. Per poi sottolineare anche l’aiuto ricevuto dai suoi allenatori: “Il mio coach Alessandro Pilati e il mio Mental Coach Valerio Canelli che mi seguono durante la lunga preparazione con attenzione e pazienza”.