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Altro che “dolce far nulla”, l’estate è diventata una trappola psicologica: ecco cos’è la SAD, la “Summertime Sadness”

Dai dati scientifici sull'impatto del clima sulla salute mentale al successo del “Sad Girl Pop”: così la narrazione del divertimento a tutti i costi ha lasciato il posto alla frustrazione

di Beatrice Manca
Altro che “dolce far nulla”, l’estate è diventata una trappola psicologica: ecco cos’è la SAD, la “Summertime Sadness”

“L’estate mi ammazza – scriveva Cesare Pavese in una lettera -. Io non concludo più nulla. Sono morto, morto”. Arrivati alla quarta ondata di calore, neanche i più ferventi appassionati di questa stagione potrebbero mai dargli torto. Pavese oggi è in buona compagnia: sempre più persone vivono male “la bella stagione” provando tristezza, noia, frustrazione e ansia. I fattori sono molteplici, ma le temperature estreme peggiorano la situazione, condizionando il benessere fisico e mentale.

Diciamoci la verità: il mito della dorata estate italiana, del dolce far nulla e del divertimento è stato costruito a tavolino dagli enti di promozione del turismo. Per la maggior parte delle persone, esiste solo nei ricordi delle vacanze estive tra un anno scolastico e l’altro – un tempo fatto di pranzi dalla nonna, pomeriggi con i cugini, gelati che costavano un terzo rispetto a oggi e giornate intere passate sul bagnasciuga. Con l’età adulta l’estate inizia a diventare una stagione faticosa: si fa tutto ciò che si è sempre fatto negli 11 mesi precedenti, ma sudando.

Le ferie sono troppo poche e troppo lontane – e i prezzi attuali della benzina non aiutano certo a partire. I social network ci fanno credere che tutti – ma proprio tutti – sono in vacanza. Che tutti si divertono, fanno baldoria e veleggiano in barca verso al tramonto. Tutti tranne la persona che guarda attraverso lo schermo, magari nell’ennesima notte insonne, quando fa troppo caldo per dormire.

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