Il dolore di un padre e la battaglia per la ricerca - 2/3
Il padre Trevor Harding ha raccontato quanto sia stato difficile ricevere quella notizia: “Sentirsi dire che la condizione di Conor avrebbe limitato la sua vita è stato devastante. Non riesco a comprenderlo. Abbiamo affrontato questo percorso così tante volte, ma ora sembra definitivo. Sappiamo che non ci sarà un esito positivo, che purtroppo Conor perderà la sua vita a causa di questa malattia, e penso che sia davvero difficile da accettare”. La famiglia ha scelto di raccontare la propria esperienza durante la settimana dedicata alla sensibilizzazione sul glioblastoma, con l’obiettivo di aumentare l’attenzione sulla ricerca e sulla necessità di nuovi finanziamenti.
Trevor ha anche deciso di impegnarsi personalmente nella raccolta fondi: come riportato da People, ad aprile ha completato la Maratona di Londra raccogliendo quasi 23mila dollari per la ricerca sui tumori cerebrali, con l’intenzione di correre altre due maratone nel 2026: “Penso sia scioccante che, nonostante i progressi medici fatti per altre malattie, non abbiamo compiuto maggiori passi avanti sui tumori cerebrali. Quello che mi ha colpito quando ho iniziato a informarmi è che i tumori cerebrali continuano a uccidere più bambini e adulti sotto i 40 anni rispetto a qualsiasi altro tumore, eppure solo l’1% della spesa nazionale destinata alla ricerca sul cancro è stato assegnato a questa malattia devastante dal 2002. Per me è stato qualcosa che ha aperto gli occhi. Farò tutto ciò che posso per contribuire a finanziare la ricerca fondamentale portata avanti nei Centri di eccellenza per la ricerca sui tumori cerebrali. Le persone che ricevono questa diagnosi meritano molto di più”, ha dichiarato Trevor.