A Polignano a Mare il mare continua ad attirare migliaia di visitatori, ma sotto la superficie cresce la preoccupazione per la fragilità della costa. Tra escursioni in barca, grotte spettacolari e un turismo sempre più intenso, resta aperta la sfida contro l’erosione che minaccia le falesie. Come raccontato da La Repubblica, l’intervento previsto per mettere in sicurezza la grotta Pietropaolo prevede l’utilizzo di blocchi di cemento per consolidare le cavità che indeboliscono la parete rocciosa. Una soluzione necessaria, anche se destinata a modificare uno degli scenari naturali più conosciuti della costa pugliese.
Durante le escursioni giornaliere, però, i divieti sembrano non bastare. Nei pressi della grotta Pietropaolo sono state posizionate tre boe per indicare il limite oltre il quale non è possibile avvicinarsi, come stabilito dall’ordinanza della Guardia costiera “per la salvaguardia della vita umana”. Nonostante ciò, diverse imbarcazioni continuano ad avvicinarsi alla zona, anche dopo i controlli e le sanzioni effettuate dalla Guardia costiera di Monopoli.
A bordo delle barche il clima resta quello della vacanza: musica, racconti ai turisti e panorami mozzafiato. Dall’altoparlante risuona “Volare” e una guida spiega ai visitatori stranieri: “L’autore di questa canzone è nato qui”. Ma dietro l’immagine da cartolina si nasconde una situazione sempre più delicata. “Dobbiamo intervenire con il cemento, purtroppo”, ha spiegato in commissione parlamentare Gennaro Ranieri, commissario regionale al dissesto idrogeologico.
Secondo il geologo del Politecnico Alessandro Reina, il tempo a disposizione è poco: “Bisogna fare presto”. Per spiegare la velocità del fenomeno erosivo provocato da onde, vento e salsedine, l’esperto ricorda una precedente rilevazione: “In una settimana raccogliemmo tredici chili di calcarenite che si era sfarinata”.