Per il mondo sono un cognome tra tanti. Sull’Altopiano di Asiago, invece, i Baù sono una storia. Una storia di partenze, ritorni e legami rimasti intatti nel tempo. Come riportato dal Corriere della Sera, ogni tre anni migliaia di discendenti tornano a Stoccareddo di Gallio, da Italia, Europa e America, per ritrovare le proprie radici.
Ma questa volta, accanto ai ricordi di famiglia, c’è anche una domanda scientifica: cosa si nasconde nel loro Dna? La comunità nata tra Stoccareddo e Rotzo, rimasta per secoli relativamente isolata, è oggi al centro di uno studio genetico che cerca di individuare eventuali caratteristiche capaci di proteggere dalle malattie cardiovascolari. Una ricerca che parte da una particolarità emersa negli anni: tra i Baù sembrerebbe esserci una minore presenza di una variante genetica associata al colesterolo Ldl, il cosiddetto “cattivo”.
Così il raduno mondiale di una famiglia allargata, nato nel 1996 come occasione per ritrovare parenti e origini, è diventato anche un laboratorio a cielo aperto per capire se dentro una storia di isolamento e migrazione possano esserci le chiavi per spiegare una maggiore resistenza ad alcune malattie.