La polizia ha risposto: "Richiesta assurda" - 3/6
Il Dipartimento di Polizia di Seattle non accolse mai la richiesta. Una decisione che, a distanza di trent’anni, trova ancora sostenitori convinti. Il capitano in pensione Neil Low, che ha prestato servizio nelle forze dell’ordine per cinquant’anni e che nel 2005 aveva condotto un audit sul caso Cobain arrivando inizialmente a confermare la tesi del suicidio (salvo poi ricredersi e orientarsi verso l’ipotesi dell’omicidio), non usa mezzi termini nel commentare la vicenda al New York Post.
“La richiesta dell’avvocato Bryan Coluccio, che chiedeva alla polizia di consegnare al suo cliente tutti i documenti relativi all’indagine su Cobain, è del tutto assurda – ha dichiarato Low -. Come ‘funzionario del tribunale’, ci si aspetterebbe che il signor Coluccio sapesse che le forze dell’ordine sono tenute a documentare tutta la loro attività ufficiale come atto di pubblico dominio. Come potrebbe esserci trasparenza verso il pubblico se la polizia consegnasse tutto a questo avvocato e al suo studio legale? Dove finirebbe la responsabilità istituzionale?”.
Anche Michelle Wilkins, a capo dell’inchiesta “Who Killed Kurt?”, ha espresso forte disappunto: “Ogni caso irrisolto vive o muore in base alle prove che vengono conservate. Quando degli avvocati chiedono che il materiale investigativo venga sottratto alla custodia della polizia, questo non tutela la ricerca della verità: rende semplicemente molto più difficile qualsiasi controllo futuro”.