Un documento riemerso dagli archivi getta nuova luce su un capitolo controverso legato alla morte di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana trovato senza vita il 5 aprile 1994 a Seattle con un colpo di arma da fuoco alla testa. Secondo quanto riportato dal New York Post, la vedova del musicista, Courtney Love, ha chiesto formalmente alla polizia di Seattle di consegnarle l’intero fascicolo investigativo sul decesso del marito, senza che ne rimanessero copie negli archivi del dipartimento.
La richiesta risale al 20 ottobre 1995, circa un anno e mezzo dopo la morte del frontman, allora ventisettenne. A metterla nero su bianco fu l’avvocato di Love, Bryan Coluccio, in una missiva indirizzata al capo della polizia di Seattle dell’epoca, Norm Stamper. Il documento è stato scoperto dai ricercatori del gruppo investigativo “Who Killed Kurt?”, da anni impegnato a chiedere la riapertura del caso.
Nella lettera, l’avvocato scriveva: “Questa lettera serve a richiedere che il fascicolo completo dell’indagine del Dipartimento di Polizia di Seattle relativo alla morte del signor Cobain venga consegnato a me, senza che ulteriori documenti o copie rimangano in possesso del Dipartimento“.
Coluccio precisava inoltre che la sua assistita era pienamente soddisfatta del lavoro svolto dagli inquirenti: “Confermo, a nome della signora Love-Cobain, la soddisfazione per l’indagine completa e approfondita sulla morte del signor Cobain. Si accetta la conclusione definitiva del Dipartimento, secondo cui la morte del signor Cobain è stata un suicidio. La questione può considerarsi chiusa“.