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Cosa succede ai controlli di frontiera con la carta d'identità cartacea? - 2/5

La validità internazionale è finita: ci sono molti aspetti da tenere in considerazione. E anche in Italia si potrebbero avere problemi con banche, assicurazioni e gestori di utenze
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Cosa succede ai controlli di frontiera con la carta d’identità cartacea?

Il cambiamento più immediato riguarda l’espatrio e l’imbarco su voli, navi o treni internazionali. Dal 3 agosto la carta d’identità cartacea cessa ufficialmente di essere considerata un documento valido per l’espatrio verso qualsiasi Paese straniero. La validità internazionale del titolo cartaceo cade completamente, anche qualora la scadenza indicata sia posteriore a tale data. Per recarsi all’estero occorre essere in possesso di una Carta d’Identità Elettronica in corso di validità oppure del passaporto ordinario.

L’obbligo riguarda le destinazioni interne allo Spazio Schengen e all’Unione Europea, ma anche i Paesi extra-comunitari che consentono l’ingresso ai turisti italiani esibendo la sola carta d’identità. Tra le mete interessate figurano nazioni ad alta affluenza come Albania, Turchia, Egitto per i villaggi turistici tramite charter dedicati, Tunisia e Montenegro. Presso i punti di controllo di frontiera terrestri, marittimi e aeroportuali, le autorità e le compagnie di trasporto rifiuteranno l’imbarco a chi si presenti con il vecchio documento in formato cartaceo.

Le ragioni operative risiedono nella presenza, sulla Carta d’Identità Elettronica, della banda a lettura ottica identificata come zona di lettura automatizzata. Questo codice consente agli scanner di verificare l’autenticità del documento e l’assenza di segnalazioni nei database di sicurezza internazionali. La carta cartacea, sprovvista di questa componente e dei microdati crittografati, non soddisfa i requisiti minimi di controllo prescritti dai protocolli internazionali d’imbarco.

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