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Nuovi alloggi universitari realizzati con il Pnrr: fino a 850 euro per una singola (utenze incluse). Studenti: “Cifra fuori mercato, inaccettabile”

Sono oltre 60mila i posti finanziati con il Piano europeo, ma solo 33mila sono già stati realizzati. Gli altri dovrebbero essere pronti per il 2027. Unione degli universitari (Udu): "Prezzi superiori alla media degli affitti privati. Solo il 30% dei letti con tariffe sociali"
Nuovi alloggi universitari realizzati con il Pnrr: fino a 850 euro per una singola (utenze incluse). Studenti: “Cifra fuori mercato, inaccettabile”
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Sono oltre 60mila i posti letto finanziati con i fondi del Pnrr, ma solo 33mila sono già stati realizzati. Gli altri 30mila lo saranno entro il 2027. Per quanto riguarda i prezzi, “il costo mensile può essere al massimo di 850 euro per camera singola, comprese le utenze (connessione a internet, pulizia e altri servizi)”. A esporre i dati sulla situazione dei posti letto per gli studenti è Manuela Manenti, commissaria straordinaria per gli alloggi universitari, in audizione alla Camera. Dichiarazioni soddisfatte, che però non suscitano altrettanto entusiasmo negli studenti. A preoccupare è il fatto che solo il 30% dei posti sia riservato al diritto allo studio a tariffe sociali, ovvero con prezzi tra i 200 e i 250 euro.

“Apprendiamo che il prezzo degli alloggi realizzati tramite i fondi Pnrr non sarebbe superiore agli 850 euro mensili. Riteniamo inaccettabile che una cifra talmente elevata venga considerata come dato positivo e merito da attribuire al ministero dell’Università. Si parla di cifre addirittura superiori alla media del mercato privato. Non consideriamo inoltre opportuno affermare che i 60mila posti letto siano stati realizzati, se così effettivamente non è. E non possiamo avere la certezza che la proroga al 2027 verrà rispettata, finché non si vedranno progetti definitivamente conclusi”, ha commentato Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari (Udu).

Inoltre, prosegue Bruscella, “continuiamo a chiederci perché sia stato stabilito un termine di soli 12 anni per la fruizione degli alloggi alla componente studentesca e quale sarà la destinazione d’uso di tali immobili una volta terminato quest’arco di tempo. Inoltre, il fatto che solo il 30% degli alloggi sia riservato al diritto allo studio risulta essere una grave mancanza da parte del ministero, considerate le iniziali dichiarazioni d’intenti a monte del progetto Pnrr. Un piano pensato per colmare la scarsa disponibilità di alloggi pubblici in Italia, che vede attualmente nove studenti su dieci privi di un posto letto universitario”. “Alla luce dei fatti – continua il coordinatore nazionale – ciò che si è realizzato è un accesso limitato e circoscritto ai nuovi alloggi realizzati. Chi, economicamente parlando, può permetterselo accederà alle graduatorie e chi invece sperava di veder finalmente garantito il proprio diritto allo studio, sarà ancora una volta lasciato indietro”, conclude.

Nel corso dell’audizione alla Camera di martedì, esponendo i risultati raggiunti dall’esecutivo, la commissaria Manenti ha dichiarato che “oltre il 40% dei nuovi alloggi realizzati è stato costruito nelle regioni del Sud e il costo mensile per una camera doppia è inferiore di circa il 70% rispetto alla singola”. Le tariffe, ha specificato, saranno bloccate per 12 anni, in quanto il vincolo di gestione a residenza universitaria ha questa durata. Sono possibili, in questo arco temporale, i soli adeguamenti previsti dall’Istat. Per incentivare la gestione a tariffe calmierate, ha confermato, il Pnrr riconosce ai gestori un contributo di circa 20mila euro per ciascun nuovo posto letto, destinato a coprire parte dei costi dei primi tre anni di attività. Infine, spiega Manenti, il ministero dell’Università ha aggiunto ai finanziamenti già previsti 300 milioni di euro: la cifra complessiva per la realizzazione dei nuovi studentati è quindi arrivata a 1.200 milioni di euro.

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