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La mancia elettorale di Meloni: “Cancelliamo il bollo auto, una delle tasse più odiate”. Azzeramento solo per il 2027 per auto piccole e medie e moto

Il beneficio, più volte promesso da Silvio Berlusconi, è finanziato solo per l'anno in cui si andrà alle urne. Il cadeau, dividendo lo stanziamento per una platea stimata di 14,5 milioni di veicoli, sarà di circa 160 euro a testa. La maggioranza fa la ola. Tajani: "E' solo l'inizio"
La mancia elettorale di Meloni: “Cancelliamo il bollo auto, una delle tasse più odiate”. Azzeramento solo per il 2027 per auto piccole e medie e moto
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Giorgia Meloni estrae dal cilindro un coniglio che Silvio Berlusconi avrebbe molto apprezzato. Mentre il caro carburanti causato dalla guerra in Medio Oriente mette a dura prova le tasche degli automobilisti, annuncia a sorpresa la “cancellazione” del bollo auto, “una delle tasse più odiate dagli italiani”. L’ex Cavaliere la promise più volte, nel 2008 e nel 2017, non lo fece mai. Ora la tanto attesa “misura strutturale” contro gli aumenti di diesel e benzina è realtà. Solo che strutturale non è: trattasi di sospensione finanziata solo per un anno, il 2027. Quello del voto per le politiche. Poco importa se i rincari alla pompa si fanno sentire adesso (e gli sconti sulle accise, ulteriormente ridotti, servono a poco). Il cadeau elettorale, dividendo lo stanziamento per la platea stimata che comprende il 70% del parco veicoli in circolazione, sarà di circa 160 euro a testa.

L’azzeramento è previsto per le autovetture fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e per i motocicli. Considerati i 2,3 miliardi di coperture, i beneficiari secondo il governo saranno circa 13,5 milioni di auto di piccola e media cilindrata e 1 milione di motoveicoli. Ogni cittadino potrà usufruire di una sola agevolazione: se ha due auto, su quella meno potente.

Quella promessa di Berlusconi nel 2006 (che non ha portato bene)

“Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà”, esulta la presidente del Consiglio via social mentre il cdm è ancora in corso. “Mentre altri parlano di patrimoniali“, l’immancabile frecciata alle opposizioni, “noi togliamo una tassa sulla proprietà”.​ In conferenza stampa Meloni evoca poi esplicitamente Berlusconi e la cancellazione dell’Ici sulla prima casa: “Lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui ho fatto parte, ha usato per la casa”. A chi le fa notare che anche il fondatore di FI lanciò a sorpresa quella promessa in tv prima delle elezioni del 2006, che peraltro perse (l’Ici fu poi abolita al suo ritorno a Palazzo Chigi nel 2008), risponde però di non aver nemmeno pensato al parallelo e di avere tutta l’intenzione di arrivare alla scadenza della legislatura: insomma niente urne in primavera, giura.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, eroe della situazione perché ha trovato le coperture, descrive un iter “sofferto” e si augura che “questa misura che nasce in questa situazione emergenziale poi diventi strutturale”. Se ne parla dopo il voto.

La maggioranza esulta: “Solo l’inizio”

Da Forza Italia alla Lega è un grido unanime di vittoria. “Continuiamo a sostenere il ceto medio“, esulta il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami. “Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia”, fa sapere su X il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. “Una misura coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi ‘meno tasse per tutti’, quelle che hanno portato fra l’altro all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Le esenzioni dal bollo auto sono solo l’inizio”. Per il resto, vedi sopra: se ne parla a urne chiuse.

“Promessa mantenuta: via il bollo auto e moto nel 2027. Taaac!”, il commento via social del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. “Non ci sono limitazioni legate a Isee”, rivendica poi in conferenza stampa, elencando le utilitarie che ne beneficeranno – “la Panda, la Cinquecento, la Clio, la Yaris, la Polo” – e rimandando alla manovra per un allargamento ai veicoli oltre gli 80kw: “Non mettiamo limiti alla provvidenza, l’economia sta andando bene”.

La compensazione per le Regioni

Il bollo auto è un tributo regionale e, secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, porta nelle casse delle Regioni circa 7,1 miliardi di euro l’anno, pari a una media di 267 euro per famiglia residente. Ma il mancato gettito regionale sarà compensato: per le Regioni e le province autonome è previsto un trasferimento totale pari a 2,29 miliardi per l’anno 2027.

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