Il mondo FQ

"Dopo l'Australia, sono ripartito per la Svezia per dare un futuro ai miei figli" - 4/4

"Ho 50 anni, laureato in giurisprudenza con due master, faccio il lavapiatti". "Ministra, la propaganda non serve a nulla perché i cittadini poi riscontrano la realtà". Pubblichiamo i messaggi ricevuti dai lettori rispetto alle esternazioni della titolare del Lavoro. Se volete mandarci la vostra opinione, scrivete a fattocervelli@gmail.com
"Dopo l'Australia, sono ripartito per la Svezia per dare un futuro ai miei figli" - 4/4
Icona dei commenti Commenti

“Dopo l’Australia, sono ripartito per la Svezia per dare un futuro ai miei figli”

Stefano Zaltieri – Dopo tanti anni a Londra, oggi vivo a Dublino. La vita più cara si e avrei molta voglia di tornare nel mio paese, ma che senso ha quando non si ha neanche il tempo per goderselo sto bel paese? Rispetto all’Italia, dove un Sous Chef (Vice capo cuoco) percepisce mediamente tra i €2.000 e i €2.300 netti al mese lavorando spesso 50–60 ore a settimana, in Irlanda la retribuzione è generalmente compresa tra €40mila e €45mila lordi annui (circa €2.700–3.200 netti al mese) con contratti basati normalmente su 39 ore settimanali. La differenza salariale è quindi nell’ordine di circa €700–1.000 netti al mese a favore dell’Irlanda, oltre a un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

Emanuele Mazzanti – Sono partito con un biglietto di sola andata per l’Australia. Ci sono rimasto 12 anni, costruendomi una carriera e una vita. Poi ho deciso di tornare in Italia, rientrando come quadro, convinto di poter mettere a frutto l’esperienza accumulata all’estero. Ho trovato però un Paese in declino, incapace di valorizzare il merito, bloccato da logiche che sembrano sempre le stesse. Quando sono nati i miei figli ho capito che non potevo continuare a pensare solo a me stesso. Nove anni fa siamo ripartiti, questa volta per la Svezia. Non per uno stipendio più alto, ma soprattutto per il loro futuro: un Paese dove le pari opportunità tra uomini e donne sono una realtà, dove il welfare sostiene le famiglie, dove il merito conta più delle conoscenze e dove i giovani possono guardare avanti con maggiore fiducia. Mi mancano la cultura, le persone, il cibo, la bellezza. Ma l’amore per un Paese non basta quando quel Paese sembra fare di tutto per scoraggiare chi vorrebbe costruirci il proprio futuro. L’Italia non sta perdendo i suoi giovani perché non la amano abbastanza. Li sta perdendo perché troppo spesso non offre loro ragioni sufficienti per restare.

Simonetta D’Agostino – Ma la Calderone dove vive? Oggi – al Nord!– un laureato viene assunto in azienda per la prima volta con stipendi che vanno da 22 a 26Mila euro. Sapete quale era il mio stipendio nel 2004 quando sono stata assunta per la prima volta dopo una laurea in chimica industriale un master e un perfezionamento sui formulati industriali? 24mila euro! E lo consideravo poco. Perché invece di dire cavolate non si sofferma sui meccanismi per i quali gli stipendi sono fermi da anni? Il problema è sistemico e il malessere del mondo del lavoro è un epifenomeno. Dipendenti e aziende sono strizzati come limoni, paghiamo troppe tasse, il lordo aumenta ma il netto no, per anni. È da disperazione. In Germania un operativo che potrebbe dipendere da me, a parità di anni lavorati guadagna anche il 50% più di me. Uno al mio livello guadagna il doppio e detrae anche la benzina. Un account director italiano in agenzia guadagna la metà di un account manager olandese. Calderoni wake up and smell the coffee, lavora con gli altri tuoi colleghi fuori dal mondo e fatti spiegare perché oggi uno guadagna 80 lordi e intasca 40 netti e perché all’azienda che lo assume deve costare 130. Svegliati.

Michele Brugnatti – Si, Calderone, lei ha ragione: l’Italia è un paese meraviglioso per chi nasce da famiglie ricche, ha le raccomandazioni, ecc. per tutti gli altri, invece, è bellissimo dopo che se ne sono andati. Io vivo in Svizzera ormai da 15 anni, Paese che secondo Voi è inutile: ebbene, qui ho avuto casa, lavoro, posso fare volontariato, mi permetto di non avere l’auto (i trasporti pubblici qui sono ottimi) e, non da ultimo, ho un patrimonio oltre la media. Fossi in Italia, vivrei ancora con i genitori, verrei insultato da Voi Boomer (che avete avuto tutto e sperperato) e sarei già in depressione. Quindi, si scordi che io torni in Italia, anche da pensionato.

Brunella Rastelli – Calderone, prima di fare certe affermazioni azioni il cervello, perché in questa Nazione ci sono famiglie che fanno sacrifici per fare studiare i figli e alla fine se vogliono lavorare ed avere uno stipendio dignitoso se ne vanno via.

Marta Camilla – Sono un’infermiera di terapia intensiva. Dopo la laurea, due master e quasi 8 anni di esperienza clinica mi sono decisa di muovermi con la mia famiglia da Padova ad Abu Dhabi. Perché? Mi sono licenziata il giorno in cui è uscito l’ennesimo bando part time a cui non ho avuto accesso (ero bassa in graduatoria: avere una figlia neonata non bastava a fare abbastanza punti). Lavoriamo entrambi e Non ce la facevo a gestire la mia bambina di due anni. Qui guadagno 6mila euro netti al mese e mi posso permettere una tata che chiamo quando lavoro anche il pomeriggio e inutile dirlo, anche accantonando una pensione, risparmio di più.. per non parlare del riconoscimento professionale ed economico che per gli infermieri in Italia è solo un miraggio. L’Italia certo è più bella ma lì il futuro non aveva colori.. il mio Paese è un film in bianco e nero. Ci vedo solo grigio e fatiche.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione