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Eredità Agnelli, mossa di Lapo: cambia avvocato e lascia quelli dei fratelli John e Ginevra

Torino, udienza del processo civile per la causa intentata da Margherita contro i 3 figli. Il nipote prediletto dell'Avvocato lascia lo Studio Perdersoli-Gattai e passa con i "rivali" di Chiomenti. Residenza in Svizzera di Marella Caracciolo, sentita l'assistente personale che gestiva lo Chalet Icy di Lauenen
Eredità Agnelli, mossa di Lapo: cambia avvocato e lascia quelli dei fratelli John e Ginevra
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Colpo di scena (se piccolo oppure grande lo si capirà presto) nel processo civile per l’eredità Agnelli. Lapo Elkann ha cambiato il suo avvocato (sino a oggi aveva gli stessi legali dei fratelli John e Ginevra) e ha nominato Filippo Modulo, managing partner dello Studio Chiomenti: una delle più prestigiose strutture legali italiane e internazionali specializzata nel diritto commerciale, finanziario e successorio. Modulo sarà assistito nel nuovo incarico da altri colleghi di quello studio. La notizia è trapelata questa mattina durante la nuova udienza fissata davanti al Tribunale civile di Torino per il processo nel quale si deve decidere la causa intentata da Margherita Agnelli de Pahlen contro i tre figli: in essa, la figlia dell’Avvocato chiede di dichiarare falsa la residenza elvetica della madre Marella Caracciolo di Castagneto, vedova di Gianni Agnelli, e di conseguenza la nullità del suo testamento svizzero che indicava come unici eredi i nipoti Elkann.

Ma che cosa significano davvero la mossa di Lapo Elkann, l’arrivo dell’avvocato Modulo e la remissione del mandato – solo nei riguardi nipote prediletto del “Signor Fiat” – da parte degli avvocati Eugenio Barcellona e Carlo Re dello Studio Perdersoli-Gattai (storico rivale di quello Chiomenti) che continuano a tutelare invece John e Ginevra? Una prima ipotesi, la più tranquilla, indica un possibile accordo tra il tre fratelli Elkann per accrescere ulteriormente il livello professionale e giuridico del team legale che li difende. La seconda ipotesi invece, però tutta da verificare negli sviluppi del processo civile e delle prossime udienze, è che Lapo Elkann intenda differenziare la propria linea difensiva rispetto a quella dei fratelli. Ieri, dall’aula del tribunale (il processo civile si svolge a porte chiuse) nulla è trapelato che possa confermare questa seconda ricostruzione. Nei mesi scorsi, comunque, erano circolate addirittura voci di un riavvicinamento famigliare tra Margherita Agnelli (che vive a Ginevra) e lo stesso Lapo che da due anni si è trasferito anche lui in Svizzera. Indiscrezioni che non avevano trovato conferme dirette – ma neppure smentite – da parte degli interessati.

L’udienza di ieri , davanti alla giudice Nicoletta Aloj, è stata dedicata alla testimonianza (chiesta dai legali del presidente Stellantis e di Ginevra) di Renate Elsasser, assunta il 1° aprile 2017 come house manager, governante e assistente personale di Marella Caracciolo per gestire lo Chalet Icy di Lauenen, vicino a Gstaad. È la località nella quale la vedova Agnelli (scomparsa il 23 febbraio del 2019) aveva fissato la propria ultima e presunta residenza fiscale. Secondo la Procura di Torino, tale residenza era invece fittizia e sarebbe servita a sottrarre l’ingente patrimonio alla tassazione italiana sulle successione della vedova dell’Avvocato e ad estromettere Margherita Agnelli dal ruolo di legittime e unica erede della madre Marella e, attraverso di lei, del patrimonio di Gianni Agnelli. I pm torinesi (venerdì 16 ottobre riprenderà sempre a Torino l’udienza preliminare nella quale hanno chiesto il rinvio a giudizio di John Elkann per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta) ritengono di aver raggiunto le prove sul fatto che lo chalet fosse in realtà disabitato per gran parte dell’anno (una “casa dei letti freddi”, come si dice in Svizzera delle abitazioni utilizzare per “allestire” false residenze elvetiche ai fini fiscali).

Se la tesi della residenza svizzera allestita con “artifici e raggiri” (secondo i pm torinesi Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti) fosse accolta anche nel processo civile (che ha recepito tutti gli atti dell’inchiesta penale, nel quale la posizione di Lapo e Ginevra Elkann è stata archiviata), la nullità del testamento elvetico della vedova di Gianni Agnelli assegnerebbe a Margherita l’eredità del patrimonio estero e italiano della madre (oltre un miliardo di euro in capitali “mascherati” in trust e fiduciarie in Liechtenstein e in paradisi fiscali, oltre a opere d’arte di ingente valore e gioielli preziosissimi). Ma una decisione in tal senso del Tribunale Civile italiano potrebbe mettere in discussione persino la titolarità delle quote della società semplice Dicembre: quella che consente a John Elkann il controllo della “Giovanni Agnelli BV” (la società di diritto olandese che raccoglie tutti i discendenti della dinastia Agnelli) e soprattutto dell’impero di famiglia: attraverso Exor. La vicenda delle quote della Dicembre (i legali civilisti e penalisti degli Elkann hanno sempre ribadito che il suo controllo societario non può essere messo in discussione) non è mai stata calcolata – sino ad ora – dalla Procura torinese nel conteggio delle evasioni fiscali e del mancato pagamento della tassa di successione riguardo all’eredità di Marella Caracciolo (alla fine del 2025, il presidente di Stellantis aveva accolto tutte le contestazioni della Guardia di Finanza versando all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro).

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