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Malan (FdI): “Possibile il voto a maggio insieme alle Comunali”. E sulla legge elettorale: “Impensabile che non passi”

Il capogruppo meloniano al Senato apre a elezioni politiche anticipate in primavera: "A settembre c'è poco tempo per la campagna, poi c'è la legge di Bilancio"
Malan (FdI): “Possibile il voto a maggio insieme alle Comunali”. E sulla legge elettorale: “Impensabile che non passi”
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“Potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio e potrebbe avere senso farlo insieme alle Comunali“. Ospite di Un giorno da pecora su Rai Radio 1, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan apre per la prima volta in modo esplicito all’idea di elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, in programma a settembre. “Il difetto per il voto a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale, e poi c’è da fare la legge di bilancio che è molto delicata come cosa”, dice Malan. Da qui la suggestione di un election day in primavera, quando gli elettori di alcune grandi città, a partire da Roma e Milano, saranno chiamati a rinnovare il sindaco e i consigli comunali. E alla domanda dei conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli su un eventuale “effetto traino” in favore dei progressisti, storicamente favoriti alle amministrative, il dirigente di FdI minimizza: “In tutto il mondo il centrosinistra va meglio nei grandi centri, mentre i conservatori e i moderati vanno meglio nei centri più piccoli e addirittura, diciamo così, nelle campagne“, risponde. Poi però in serata, in una dichiarazione al Tg3, fa una sorta di marcia indietro: “Per quanto ci riguarda la legislatura va fino in fondo e cioè fino all’autunno del 2027, ferme restando le prerogative del capo dello Stato”.

Malan ostenta ottimismo anche sulla legge elettorale, che questa settimana affronterà tre voti di fiducia e un voto segreto finale alla Camera, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze al Senato. “I voti di fiducia è come se fossero già fatti, bisogna sempre però rispettare le procedure. E il voto segreto non c’è ragione perché vada diversamente da quello sulle pregiudiziali”, da cui la maggioranza è uscita indenne giovedì scorso. Alla domanda sull’ipotesi di una bocciatura della legge a scrutinio segreto nel voto finale, il capogruppo ribadisce la linea della premier Giorgia Meloni, che ha parlato agli alleati di “conseguenze inevitabili”: “Il presidente Meloni ha detto che è come un voto di fiducia. Se su un voto di fiducia perdi, il governo si dimette”. L’ipotesi la spaventa? “No, perché non succederà. È un’ipotesi di scuola, una cosa assolutamente impensabile“, risponde. Malan definisce poi “impossibile” un’alleanza elettorale con Roberto Vannacci, che, afferma, “bersaglia il centrodestra da quando è attivo politicamente”. “In politica vincere non è vincere e basta, vinci se poi puoi governare e lo puoi fare se hai un programma compatibile. Vincere e poi non governare non ci interessa”, dice.

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